Anna Trocker, una doppietta storica tra i paletti stretti di Narvik

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La giovane promessa dello sci azzurro, la diciottenne altoatesina Anna Trocker, ha inciso il proprio nome con caratteri indelebili nell'albo dei Campionati Mondiali Juniores di Narvik, aggiudicandosi la medaglia d'oro anche nello slalom speciale. L'impresa, che segue di appena due giorni il trionfo in gigante, assume i contorni della perfezione tecnica se si analizza il distacco abissale inflitto alle avversarie: due secondi e ventinove centesimi rifilati all'austriaca Leonie Raich, giunta seconda, e un margine che sale a tre secondi e settantotto nei confronti della finlandese Aada Kanto, abile a rimontare fino al terzo gradino del podio. Un risultato che, al di là del valore intrinseco della doppietta, suggerisce una superiorità schiacciante della ragazza di Fiè allo Sciliar, capace di dominare entrambe le discipline tecniche in una stessa rassegna iridata giovanile, un filotto che nessuna italiana aveva mai realizzato prima d'ora.

La gara, disputatasi sulle nevi norvegesi, ha messo in luce non solo la velocità pura di Anna Trocker, ma anche la sua maturità nel gestire le insidie di un tracciato che, con il passare delle ore, diventava sempre più rovinato a causa delle temperature primaverili. In testa sin dalla prima manche grazie al pettorale numero uno, un vantaggio che a volte può trasformarsi in un'arma a doppio taglio, l'azzurra ha amministrato la leadership con la freddezza di una veterana. Nella seconda discesa, mentre molte delle sue rivali finivano vittime delle buche o commettevano errori fatali, Trocker ha allungato ulteriormente il passo, chiudendo con il quinto tempo di manche ma incrementando il proprio vantaggio, a dimostrazione di una condizione atletica e mentale fuori dal comune. La sua sciata, fluida e pulita anche sulle linee più complicate, ha ricordato gli insegnamenti di chi l'ha vista crescere, come Arnold Karbon, il padre di Denise, nota maestra di gigante.

Il percorso di crescita della nuova campionessa, va ricordato, è costellato di tappe che ne hanno forgiato il carattere. Figlia d'arte, con la mamma Manuela Mair ad averle messo gli sci ai piedi all'età di tre anni, Anna ha sempre respirato l'aria di montagna insieme alle sorelle Nadine e Julia, entrambe agoniste. La scelta di dedicarsi completamente allo sci, abbandonando il tennis che pure praticava a livelli discreti, si è rivelata vincente. Il debutto in Coppa del Mondo lo scorso dicembre a Semmering e la partecipazione ai Giochi Olimpici di Milano Cortina 2026, seppur conclusi con un'uscita in slalom, le hanno fornito l'esperienza necessaria per presentarsi a Narvik non come una semplice promessa, ma come una realtà consolidata del panorama giovanile mondiale.

Il bis iridato e la ciliegina sulla torta delle finali di Coppa

Con questo secondo alloro, Anna Trocker non solo ha arricchito la propria bacheca personale, ma ha anche centrato l'obiettivo di qualificarsi di diritto per le finali di Coppa del Mondo in programma a Lillehammer. Un traguardo che va oltre la mera partecipazione: la norma federale che premia i campioni mondiali juniores con un posto sulla cancellata di partenza delle gare che chiudono la stagione le consentirà di misurarsi con le grandi del circo bianco il 24 e 25 marzo, in gigante e slalom. Un'opportunità, quella di gareggiare con le migliori, che arriva come naturale coronamento di una settimana perfetta, in cui l'atleta del Seiser Alm Ski Team ha messo in fila avversarie di tutto rispetto, lasciando alle spalle nomi ben noti a livello internazionale.

Nella spedizione azzurra, oltre allo splendore della doppietta di Trocker, va registrata l'ottima prova di Ludovica Righi, con la quale la stessa Trocker aveva conquistato l'argento nella combinata a squadre qualche giorno prima. Se per Tatum Bieler, bronzo in gigante, la gara si è conclusa anzitempo con un'uscita nella seconda manche dello slalom, per Giorgia Collomb, un'altra delle giovani leve attese a grandi risultati, le speranze sono svanite già nel corso della prima discesa. Ma a Narvik, in questa edizione dei Mondiali juniores, il nome che resterà impresso è uno soltanto: quello di Anna Trocker, capace di riscrivere un piccolo pezzo di storia dello sci alpino femminile italiano, unendo il suo a quello di campionesse come Deborah Compagnoni, Karen Putzer e Denise Karbon, tutte capaci di vincere l'oro in gigante, ma nessuna, finora, di abbinarlo allo slalom nella stessa rassegna.

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