Anna Trocker domina il gigante di Narvik e regala all’Italia l’oro mondiale juniores
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Redazione Sport
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C’è una ragazzina di Fiè allo Sciliar, classe 2008, che da ieri sera si è presa la scena dello sci mondiale, e non solo per i confini, pur sempre importanti, di una rassegna iridata giovanile. Anna Trocker, diciassette anni compiuti lo scorso dicembre, ha letteralmente dominato lo slalom gigante dei Campionati del mondo juniores in corso a Narvik, in Norvegia, mettendosi alle spalle un gruppetto di coetanee — ma non solo — che in molti, fino a prova contraria, indicavano come le possibili eredi delle attuali regine della disciplina. Il crono finale di 2’04”04, frutto di una prima manche condotta con autorità e di una seconda frazione interpretata con la freddezza di una veterana, le ha permesso di rifilare 1”37 alla statunitense Elisabeth Bocock, rimontata dal quinto all’argento, e 1”75 all’altra azzurra, Tatum Bieler, autrice peraltro di una rimonta pazzesca dalla diciassettesima piazza grazie al miglior crono parziale nella seconda discesa.
Una vittoria che vale un biglietto per le finali di Coppa del Mondo
Quella conquistata sulla neve ammorbidita del tracciato norvegese, complice un clima primaverile che ha reso il manto sempre più disconnesso con il passare degli sci, non è però soltanto una medaglia d’oro da appendere al collo e da incorniciare nella bacheca dei ricordi. Il regolamento delle finali di Coppa del Mondo, infatti, prevede che alla campionessa iridata juniores di ogni specialità venga riservata una wild card per partecipare alla gara conclusiva della stagione, e così sarà anche per la giovane altoatesina, che mercoledì 25 marzo calcherà la pista di Hafjell, sempre in Norvegia, per confrontarsi con le magnifiche del circuito maggiore. Un premio che arriva dopo un debutto assoluto in Coppa del Mondo avvenuto poche settimane fa a Semmering, e dopo la partecipazione a sorpresa — ma evidentemente non così tanto, a giudicare dai fatti — ai Giochi olimpici di Milano Cortina, dove in combinata a squadre colse un decimo posto che sapeva già di promessa.
L’albo d’oro e le parole delle protagoniste
Con questo sigillo, Trocker è entrata di diritto in un albo d’oro che, nel gigante femminile ai Mondiali juniores, profuma di leggenda: è la nona italiana a riuscirci, un elenco che parte da Deborah Compagnoni nel lontano 1987 e che è proseguito con Sabina Panzanini, Karen Putzer, Denise Karbon, Nadia Fanchini, Marta Bassino, Laura Pirovano e la più recente Giorgia Collomb, quest’ultima oggi undicesima. “Al cancelletto ero un po’ nervosa — ha raccontato la nuova campionessa nel dopo gara, raccolta dalla Federazione italiana sport invernali — ma con l’uscita del sole mi sono sciolta e sono contenta di aver dato seguito a una tradizione nella quale noi italiane andiamo forte”. Dalle sue parole traspare la consapevolezza di un talento che, però, non scivola mai nella supponenza, anzi: la dedica è per la famiglia e per l’intero gruppo, quel gruppo che ha saputo creare un ambiente tale da permettere anche alla ventenne valdostana Tatum Bieler, figlia d’arte, di credere in una rimonta che nemmeno lei, forse, si aspettava così clamorosa. “Dopo la prima manche ero arrabbiata — le parole di Bieler — perché sapevo di non valere quella posizione. Nella seconda ho pensato solo a divertirmi e ha funzionato, anche se non pensavo di farcela”.




