Elezioni comunali 2026 a Milano, il Pd tiene sei Comuni su nove
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Redazione Interno
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Le elezioni comunali 2026 in provincia di Milano confermano il predominio del centrosinistra nell’hinterland del capoluogo lombardo, con sei sindaci eletti su nove Comuni al voto. Domenica 24 maggio e lunedì 25 maggio i cittadini sono stati chiamati alle urne per scegliere i nuovi amministratori locali in nove Comuni della Città metropolitana di Milano, cinque dei quali con popolazione superiore ai 15mila abitanti: Bollate, Corsico, Legnano, Parabiago e Segrate. Al voto anche Baranzate, Cuggiono, Magnago e Vittuone. In tutta la Lombardia le consultazioni hanno interessato 93 Comuni, delineando un quadro politico segnato dalla conferma di diversi equilibri territoriali ma anche da una flessione significativa dell’affluenza.
Affluenza in calo e tensioni politiche nel centrodestra
Il dato politico più evidente emerso dalle elezioni comunali 2026 è il calo della partecipazione. L’affluenza si è fermata al 52,68 per cento, circa nove punti in meno rispetto alla precedente tornata elettorale. Un segnale che attraversa diversi territori lombardi e che si riflette anche nei numeri registrati in provincia di Mantova, dove a Viadana ha votato il 52,73 per cento degli aventi diritto, mentre Gazzuolo si è fermato al 48,13 per cento, unico Comune mantovano sotto la soglia del 50 per cento. Il confronto con le precedenti elezioni mostra una diminuzione netta: nel 2020 a Viadana aveva partecipato il 60,21 per cento degli elettori, mentre Gazzuolo nel 2022 aveva raggiunto il 53,80 per cento.
Nel complesso la provincia di Mantova ha registrato un’affluenza del 61,87 per cento, quasi identica a quella regionale lombarda, attestata al 61,72 per cento. Sul piano politico il centrosinistra riesce a mantenere Mantova e gran parte dell’area milanese, mentre il centrodestra affronta una fase più complicata. A incidere sono anche le divisioni interne emerse in diversi territori, comprese le dinamiche legate alla presenza del generale Roberto Vannacci a Vigevano. A Lecco il centrosinistra non riesce invece a chiudere la partita al primo turno e si andrà al ballottaggio.
Mantova apre la stagione del dopo-Palazzi
Tra le sfide più osservate di queste elezioni comunali 2026 c’è quella di Mantova, dove si apre ufficialmente il dopo-Palazzi. Il sindaco uscente lascia infatti la guida della città dopo due mandati caratterizzati da un ampio consenso, pur restando presente nella vita politica cittadina come capolista del Partito Democratico per il consiglio comunale. A contendersi la successione sono cinque candidati: Andrea Murari, Raffaele Zancuoghi, Luca De Marchi, Mirko Gragnato ed Emanuele Bellintani, sostenuti complessivamente da dodici liste.
La tornata elettorale mantovana si inserisce in un contesto più ampio che coinvolge anche altri cinque Comuni della provincia chiamati al rinnovo dei consigli comunali e all’elezione dei sindaci. Il voto conferma una fase di trasformazione politica locale nella quale i partiti cercano di consolidare il proprio radicamento territoriale in un quadro segnato dalla diminuzione della partecipazione. Nei Comuni del Milanese il risultato rafforza la presenza del centrosinistra nell’hinterland, mentre le difficoltà del centrodestra e il dato dell’astensione diventano elementi centrali nella lettura politica delle amministrative lombarde.




