Panetta e il boomerang dei dazi: l'onere cade sugli Stati Uniti, il commercio globale cambia rotta
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Redazione Economia
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Il protezionismo, quella tentazione antica quanto i mercati, torna a mostrare il suo volto ambiguo e, talvolta, controproducente. Nel corso della sua recente relazione all'Assiom Forex, il governatore della Banca d'Italia, Fabio Panetta, ha offerto una lettura chiara e articolata di ciò che sta realmente accadendo all'economia globale, scossa dalle politiche tariffarie volute dall'amministrazione Trump. L’analisi, supportata dai dati, dipinge un quadro in cui l’architettura del commercio internazionale, lungi dall’essersi contratta come molti temevano, ha semplicemente mutato il suo corso, ridisegnando le rotte degli scambi e, aspetto forse più rilevante, lasciando il conto più salato nelle tasche di chi quelle barriere le ha innalzate.
Una crescita inattesa che sfida la frammentazione
Nonostante le crescenti tensioni geopolitiche e l'inasprimento delle barriere doganali, il PIL mondiale ha registrato una performance sorprendente, attestandosi su un +3,3%. Un dato, questo, che smentisce le previsioni più catastrofiste, le quali ipotizzavano una frenata improvvisa della globalizzazione. Il commercio internazionale, lungi dall’essersi arrestato, ha continuato a crescere, segnando un +4% e superando addirittura il ritmo di espansione del prodotto interno lordo. È evidente, come sottolinea Panetta, che la logica sottostante alla guerra dei dazi – quella di penalizzare le importazioni per riequilibrare i rapporti di forza – non ha prodotto l’effetto sperato. Al contrario, ha innescato una complessa riorganizzazione delle catene del valore, dimostrando una resilienza che gli economisti stessi faticano a interpretare appieno.
L'effetto boomerang sull'economia a stelle e strisce
Il punto centrale dell'intervento del governatore, però, riguarda la distribuzione dell’onere di queste politiche. L’introduzione dei dazi, concepita per colpire i produttori esteri e favorire la manifattura domestica, si è finora ritorta contro l’economia che li ha imposti. Panetta è stato netto nel dichiarare che il prezzo più alto è stato pagato proprio dagli Stati Uniti, con un danno certo per imprese e consumatori, a cui si aggiunge ora anche la beffa dell'illegalità, sancita dalla bocciatura da parte della Corte Suprema delle misure unilateralmente adottate. Non solo i dazi non hanno rallentato la corsa della globalizzazione, ma hanno di fatto spostato l'asse degli scambi, e il fardello maggiore è rimasto saldamente sulle spalle dell'economia americana. Un’analisi, questa, che trova riscontro anche in studi indipendenti, i quali evidenziano come le tariffe stiano agendo di fatto come una tassa sul capitale, erodendo i margini di profitto delle aziende statunitensi che, per non perdere competitività, hanno finora assorbito i costi invece di scaricarli sui prezzi finali, con ripercussioni negative sugli investimenti e sul mercato del lavoro -1.
La lezione di Panetta e il monito al multilateralismo
Di fronte a questo scenario, la posizione del governatore di Bankitalia è inequivocabile: arrendersi alla frammentazione sarebbe un errore imperdonabile. Viviamo in un mondo già profondamente diviso, e desistere dal tentativo di ricostruire un governo economico multilaterale efficace non è un’opzione percorribile. La lezione che arriva dagli Stati Uniti, con il loro debito pubblico crescente e gli effetti distorsivi delle proprie scelte commerciali, è un monito per tutti. In questo contesto di grande incertezza, l'appello di Panetta a non abbandonare la via della cooperazione internazionale assume il valore di una bussola per orientarsi tra gli scogli del protezionismo. La risposta, per l'Europa e per il mondo, non può che risiedere in un rilancio deciso dell'innovazione e nella costruzione di un sistema di regole condiviso, capace di governare la complessità di un'economia interconnessa, evitando di pagare il prezzo, in termini di benessere e crescita, di scelte miopi e unilaterali. La tenuta stessa del sistema economico globale, suggeriscono i fatti, dipende dalla capacità di superare questa fase di tensione e di tornare a investire su una logica di inclusione e sviluppo coordinato.
Description: Il governatore Panetta analizza l'impatto dei dazi USA, rivelando come l'onere ricada sull'America e il commercio mondiale, invece di contrarsi, abbia mutato le sue rotte.




