Cyberattacchi in Toscana, allarme Confartigianato: 88% in quattro anni

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Le imprese toscane, che pure hanno dimostrato una notevole resilienza nel fronteggiare le crisi economiche degli ultimi anni, si trovano oggi a combattere una minaccia subdola e in costante evoluzione: la criminalità informatica. Secondo un’analisi condotta da Confartigianato, basata sui dati delle denunce presentate dalle aziende, la regione ha registrato un incremento devastante dei reati cyber, che tocca un +88% nel quadriennio compreso tra il 2019 e il 2023. Un trend negativo, il peggiore a livello nazionale, che non risparmia neppure la provincia di Lucca e che dipinge un panorama preoccupante per il tessuto produttivo locale.

L’indagine, che ha preso in esame l’arco temporale di quattro anni, rivela come l’intero sistema paese sia sotto attacco, con una crescita complessiva del 45,5% di questi illeciti; un dato che, se confrontato con l’aumento del 10% degli illeciti tradizionali a danno delle imprese, evidenzia la portata di un fenomeno del tutto nuovo. La Toscana, tuttavia, svetta in questa lugubre classifica, con numeri che superano di gran lunga la media italiana.

Le tipologie di aggressione sono le più disparate, ma tutte accomunate dall’obiettivo di paralizzare l’attività o sottrarre risorse. Si va dalle email di phishing, apparentemente innocue ma con link pronti a infettare i computer e a bloccare i sistemi, fino alle truffe informatiche più sofisticate e all’installazione di malware. Sono attacchi che colpiscono senza preavviso, sfruttando vulnerabilità spesso legate alla transizione digitale, che molte piccole e medie imprese hanno compiuto in fretta, soprattutto durante la pandemia, senza però potersi dotare delle necessarie difese.

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