Iss dà il via libera all’aumento di capitale Intesa per l’Ops su Mps, in arrivo il Cda di Generali
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Redazione Economia
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Il proxy advisor Institutional Shareholder Services (Iss) ha ribadito il proprio orientamento favorevole in merito all’aumento di capitale deliberato da Intesa Sanpaolo, strumentale al lancio dell’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) nei confronti di Banca Monte dei Paschi di Siena. Il via libera condizionato è stato confermato in un aggiornamento del report pubblicato in vista dell’assemblea degli azionisti di Intesa, convocata per il prossimo 10 settembre, e tiene conto delle ultime mosse che hanno ridisegnato il perimetro del risiko bancario italiano.
Tra queste, in particolare, spiccano le offerte pubbliche di scambio (Ops) promosse proprio da Mps su Banco Bpm e su Banca Generali; due operazioni che, se approvate dagli azionisti di Mps, potrebbero di fatto vanificare le condizioni di efficacia dell’offerta di Intesa, come peraltro viene esplicitamente sottolineato nel report aggiornato della società di consulenza.
Il nuovo rapporto Iss e il nodo delle condizioni di efficacia
La raccomandazione di Iss, che tradizionalmente orienta una quota significativa del voto degli investitori istituzionali, non è tuttavia incondizionata; l’istituto ha infatti aggiornato le proprie valutazioni dopo l’annuncio delle operazioni lanciate da Mps, chiarendo che l’eventuale ok da parte degli azionisti di Rocca Salimbeni alle offerte per Banco Bpm e Banca Generali, unitamente alla distribuzione straordinaria dei dividendi a esse connessa, determinerebbe il mancato avveramento di alcune condizioni sospensive previste dall’Opas di Intesa.
Tale precisazione assume un rilievo centrale, perché introduce un elemento di potenziale discontinuità nello scenario che vede il gruppo guidato da Carlo Messina muoversi per rilevare la banca senese, in un contesto di forte tensione competitiva e di incroci tra i principali attori del credito italiano.
La posizione di Iss, in sostanza, lega il proprio sostegno all’assenza di approvazioni che possano alterare i presupposti su cui poggia l’offerta di Intesa, suggerendo agli azionisti di sostenere l’aumento di capitale ma al contempo di monitorare attentamente le evoluzioni dei consessi assembleari di Mps.
Generali convoca il consiglio per l’offerta su Banca Generali
Parallelamente al fronte tecnico-giudiziario rappresentato dai pareri dei proxy advisor, il calendario delle riunioni dei vertici societari si infittisce: il consiglio di amministrazione di Generali è atteso entro la settimana in corso per esaminare l’offerta pubblica di scambio volontaria lanciata da Mps sulla totalità delle azioni di Banca Generali.
Secondo quanto circola negli ambienti finanziari, il Cda del Leone di Trieste procederà a una prima valutazione formale dell’operazione, sebbene il gruppo assicurativo intenda assumere una posizione più definita e articolata solo al termine di un’analisi approfondita che riguarderà i termini economici e le caratteristiche strutturali dell’offerta.
L’esame da parte del board di Generali rappresenta un passaggio obbligato, sia dal punto di vista regolamentare sia strategico, considerato il peso specifico che la partecipazione in Banca Generali riveste per il gruppo triestino e le implicazioni che un eventuale cambio di controllo potrebbe avere sull’assetto del risparmio gestito e dei servizi finanziari in Italia.
L’attenzione, quindi, si concentra non solo sul verdetto del Cda ma anche sulle eventuali contromisure che Generali potrebbe mettere in campo per tutelare i propri interessi, in un gioco a scacchi che coinvolge alcune delle principali holding finanziarie del Paese.
Il pressing delle istituzioni toscane e la possibile attivazione del Golden Power
La partita su Mps, però, non si gioca soltanto nelle stanze dei consigli di amministrazione e tra gli azionisti istituzionali; sul tavolo c’è anche il fronte politico-istituzionale, con le richieste avanzate dalle istituzioni della Regione Toscana in vista dell’incontro convocato per domani pomeriggio tra il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e una delegazione degli enti locali toscani.
Il vertice, inizialmente programmato per il 20 agosto e poi rinviato, rappresenta l’occasione per ribadire la posizione della Regione rispetto al futuro dell’istituto di credito senese, da sempre considerato un asset strategico per l’economia e il tessuto produttivo dell’area.
Le istituzioni toscane, forti del sostegno trasversale raccolto in questi giorni, hanno dichiarato di voler chiedere al Governo di valutare l’attivazione di tutti gli strumenti normativi e di salvaguardia predisposti dall’ordinamento, a partire dall’eventuale esercizio del Golden Power, cioè il potere speciale che lo Stato può esercitare per tutelare interessi nazionali in settori considerati strategici.
La preoccupazione di fondo, come esplicitata nelle richieste, è quella di scongiurare uno smembramento di Mps o una cessione di asset ritenuti fondamentali, che potrebbe mettere a rischio l’autonomia decisionale e la presenza stessa dell’istituto sul territorio, alterando gli equilibri occupazionali e industriali della piazza fiorentina e senese.
Il ministero dell’Economia, dal canto suo, si trova a dover bilanciare esigenze di consolidamento bancario, sollecitazioni politiche e vincoli di natura finanziaria, considerando che lo Stato detiene ancora una quota rilevante del capitale di Mps, ereditata dalle vicende degli anni scorsi.
Uno scenario sempre più articolato in attesa dell’assemblea
La sovrapposizione di questi fronti — il parere positivo di Iss sull’aumento di capitale Intesa, la riunione del Cda di Generali sull’Ops Mps-Banca Generali e la pressione politica toscana per il Golden Power — delinea un quadro di crescente complessità in vista dell’assemblea degli azionisti di Intesa Sanpaolo del 10 settembre e delle successive scelte che gli altri attori in campo saranno chiamati a compiere.
Da un lato, il sostegno di Iss fornisce un importante elemento di legittimazione e di indirizzo per gli investitori di Intesa, ma la clausola legata all’approvazione delle offerte concorrenti da parte degli azionisti di Mps introduce un fattore di incertezza che potrebbe influenzare le dinamiche del voto; dall’altro, la presa di posizione di Generali, attesa a breve, potrebbe ridisegnare le carte in tavola e spingere le parti in causa a ricalibrare le proprie strategie.
Sul versante governativo, infine, l’incontro tra Giorgetti e le istituzioni toscane potrebbe riservare sviluppi significativi, soprattutto in merito all’effettiva volontà dell’esecutivo di mettere in campo il Golden Power, uno strumento finora utilizzato con parsimonia ma che, in questo contesto, potrebbe diventare un elemento dirimente per il futuro dell’operazione.
Resta intanto confermato il calendario delle assemblee e dei consigli, mentre gli analisti e gli operatori di mercato seguono con attenzione l’evolversi di una partita che ha tutti i numeri per segnare una svolta nell’assetto del sistema bancario italiano, mettendo a dura prova alleanze e tradizionali equilibri di potere.
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