L’unico sopravvissuto di una famiglia cancellata dalle bombe: Adam potrebbe essere curato in Italia
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Redazione Esteri
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La notte tra il 23 e il 24 maggio, un razzo ha centrato la casa di Alaa Al-Najjar, pediatra di Gaza che per mesi si è prodigata per salvare i bambini sotto le bombe, senza poter fare nulla quando quelle stesse bombe hanno ucciso nove dei suoi dieci figli. L’unico superstite, Adam, undicenne con ustioni e fratture gravi, giace ora nell’ospedale Nasser, dove le condizioni disastrate del sistema sanitario rendono impossibili le cure adeguate. Lo zio Alì ha lanciato un appello disperato, raccolto dalla rete Aopi – che include l’Ospedale dei Bambini di Brescia – e dalle autorità italiane.
La Regione Veneto, come annunciato dal governatore Luca Zaia, si è già mossa per valutare l’accoglienza del bambino, mentre il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha confermato che il governo sta esplorando ogni via per il trasferimento. «Siamo al lavoro», ha detto Tajani, senza aggiungere dettagli sulle tempistiche, ma lasciando intendere che la priorità è strappare Adam a un destino segnato da sofferenze evitabili. Intanto, a Gaza, i bombardamenti continuano senza tregua: il ministero della Salute palestinese parla di oltre 54mila vittime, mentre al nord si registrano nuovi raid.




