Crolla una palazzina a Napoli, tra le macerie di via Siniscalchi si scava per escludere la presenza di dispersi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nel cuore della notte, un boato ha squarciato il silenzio della zona di Porta Capuana, seguito dal fragore sordo del cedimento. Una palazzina di quattro piani, situata in via Siniscalchi e da tempo in stato di abbandono, è crollata parzialmente riducendosi in un ammasso di macerie e polvere. Sul posto, già dalle prime ore dell'alba, i vigili del fuoco sono al lavoro con i propri mezzi – compresi alcuni escavatori – per mettere in sicurezza l'area e, soprattutto, per verificare una delle ipotesi più delicate legate all'evento: quella che vede l'edificio, nonostante fosse inagibile e interdetto, come potenziale rifugio notturno per qualche senzatetto.

L'intervento, come si legge nei primi rapporti diramati dalla sala operativa, si concentra sullo scavo tra i detriti per escludere categoricamente la presenza di persone coinvolte. La struttura, di proprietà privata, versava in condizioni di grave degrado ed era già stata oggetto, in passato, di occupazioni abusive; un passato che ne aveva segnato la vulnerabilità e che oggi spinge i soccorritori a non tralasciare nessuna possibilità, nemmeno quella di un utilizzo temporaneo ed occasionale dello stabile come riparo. Le operazioni procedono con cautela, vista l'instabilità della struttura rimasta in piedi, mentre la strada che costeggiava l'edificio, anch'essa già interdetta al transito, è stata nuovamente chiusa per agevolare le ricerche.

L'evacuazione precauzionale e il contesto urbano

Non è stato solo il destino della palazzina crollata a tenere banco durante la notte. A ridosso del sito del disastro, infatti, si è reso necessario lo sgombero immediato di alcune strutture adiacenti. Famiglie intere sono state fatte uscire dalle proprie abitazioni in via precauzionale, un atto dovuto per scongiurare qualsiasi rischio legato a possibili ripercussioni statiche sugli edifici vicini, un rischio concreto in un tessuto urbano storico come quello napoletano. Lo scenario che si presenta agli operatori sul campo è quello tipico delle zone di confine tra il centro antico e la strada, dove palazzi antichi e talvolta malandati convivono con un flusso costante di residenti e avventori.

Mentre si continua a rimuovere con ordine i calcinacci, la preoccupazione si concentra quindi su due fronti paralleli: da un lato la verifica della presenza di eventuali corpi sotto le macerie, dall'altro la gestione della viabilità e della sicurezza dei cittadini evacuati. Non risultano, al momento, segnalazioni ufficiali di dispersi o feriti, ma la prassi in questi casi impone di procedere come se qualcuno potesse essere rimasto intrappolato, soprattutto considerando la natura dell'area e la sua storia fatta anche di marginalità e occupazioni. I vigili del fuoco hanno disposto un perimetro di sicurezza ampio, per permettere agli escavatori di agire senza pressioni esterne e per preservare l'integrità degli immobili limitrofi, alcuni dei quali mostrano già segni di usura dovuti al tempo e alla mancata manutenzione.

Le indagini e lo scenario giudiziario

Parallelamente all'opera di bonifica e ricerca, si è attivata la macchina delle verifiche tecniche e giudiziarie. L'edificio di via Siniscalchi – un fabbricato che il tempo e l'incuria avevano reso una sorta di scheletro urbano – era già noto alle autorità per i suoi problemi di stabilità e per le frequentazioni sgradite. Il crollo, avvenuto attorno alle ore 02:00, non ha un'origine ancora ufficialmente accertata, anche se gli esperti puntano il dito contro il progressivo deterioramento delle strutture portanti, probabilmente aggravato dalle infiltrazioni o dai movimenti tellurici minimi che in una città come Napoli non sono mai del tutto assenti.

I tecnici comunali, assieme ai periti dei vigili del fuoco, stanno compiendo un sopralluogo approfondito per stabilire se vi siano state responsabilità nella mancata messa in sicurezza totale dell'area. L’interdizione all’accesso, per quanto severa, non ha forse impedito a qualcuno di entrare ugualmente, e questo rappresenta un nodo cruciale per la ricostruzione della dinamica. Non si esclude che nel corso della giornata vengano sentiti gli ex proprietari o gli ultimi amministratori dello stabile per ricostruire la cronologia esatta dei crolli parziali precedenti e degli eventuali provvedimenti di sgombero emessi in passato.

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