Crolla palazzina a Bari: dispersa un'anziana, si scava tra le macerie
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Redazione Interno
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Una palazzina di cinque piani è crollata mercoledì 5 marzo nel quartiere Carrassi di Bari, in via De Amicis, lasciando dietro di sé una scena di devastazione e un bilancio ancora incerto. I vigili del fuoco, supportati da una squadra Usar e unità cinofile, sono al lavoro da ore per cercare eventuali dispersi tra le macerie. Tra questi, si teme per la sorte di un’anziana donna che, nonostante l’edificio fosse stato dichiarato inagibile e sgomberato nel febbraio dello scorso anno, potrebbe essere rimasta all’interno.
La figlia della donna, in attesa fuori dal luogo del crollo, aspetta notizie mentre i soccorritori continuano a scavare. Il cellulare della madre, secondo quanto riferito, è stato sentito squillare sotto i blocchi di cemento, alimentando una flebile speranza. Le prime indagini suggeriscono che il crollo sia stato causato dal cedimento di un pilastro centrale, già identificato come problematico durante i controlli statici effettuati l’anno scorso. Nonostante i lavori di puntellamento e l’ordinanza di sgombero, l’edificio è imploso, lasciando poco spazio alla fatalità e molto all’incuria.
Frias Matilde Costa, una donna di Lisbona che aveva vissuto nell’edificio per tre settimane l’anno scorso, racconta di essere stata sgomberata in poche ore insieme agli altri inquilini. «Ci siamo ritrovati in mezzo alla strada», ricorda, sottolineando come la situazione fosse già critica da tempo. «La settimana scorsa – aggiunge – ho sentito il proprietario, che mi ha detto di prepararmi a un trasloco definitivo perché sarebbero iniziati i lavori». Una dinamica che, tuttavia, non sembra aver coinvolto tutti.
Nicola Tanzi, titolare del bar "Mageco" situato su una strada parallela, conferma che l’anziana dispersa, residente al quarto piano, non avrebbe mai voluto abbandonare la sua casa. «Aveva paura di non poter più rientrare», spiega, descrivendo una situazione che, purtroppo, non è rara in casi simili. La donna, che viveva da sola, sembrava legata a quell’appartamento nonostante i rischi evidenti. «La fortuna – aggiunge Tanzi – è che sopra di lei c’era solo un altro piano».




