La febbre del mercato si placa, il Napoli di Conte si affida alla rosa rimaneggiata

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Con il suono del gong che ieri ha sancito la chiusura definitiva della sessione invernale, il Napoli di Antonio Conte si ritrova ad affrontare la seconda parte della stagione con una rosa profondamente rimaneggiata, seppur nel solco di una politica di “saldo zero” che ha finito per condizionare pesantemente le mosse del direttore sportivo Manna. Un paradosso, come qualcuno ha sottolineato, per una società che vanta una solida salute finanziaria e disponibilità di cassa importanti, ma che ha scelto di imporre paletti stringenti alle operazioni in uscita e in entrata. Il bilancio finale, snocciolato nelle pagine dei quotidiani sportivi, parla di due arrivi – l’attaccante Giovane, acquistato a Titolo definitivo dal Verona, e l’esterno offensivo Alisson Santos, giunto in prestito dallo Sporting Lisbona – e di quattro partenze in prestito, tra cui quelle di Lang e Lucca, che hanno suscitato non poche perplessità.

Le critiche e il voto insufficiente

Proprio quelle cessioni, operate mentre la squadra naviga in un’emergenza uomini che vedrà alcuni giocatori assenti per lungo tempo, hanno acceso i riflettori sulla coerenza della strategia adottata. In un suo commento, il “Corriere dello Sport” ha espresso riserve chiare, assegnando all’operato di Manna e del suo staff un voto di 5,5, giudicato dunque insufficiente. La testata romana ha evidenziato come, in un contesto di ristrettezze autoimposte, le scelte compiute lascino dei punti interrogativi sulla reale capacità di colmare i vuoti nella squadra, tanto che si è arrivati a definire “largamente inutile” l’investimento sul nuovo arrivato Giovane. Un giudizio severo, che riflette il clima di incertezza attorno alle scelte di mercato.

La riflessione sul silenzio e le omissioni

Al di là dei semplici numeri, ciò che colpisce è il muro di silenzio e, a tratti, di omissioni che sembra aver avvolto alcune dinamiche delle trattative. Qualcuno, dalle colonne dei giornali, ha sollevato esplicitamente la questione, chiedendosi perché, in piena emergenza e con la consapevolezza che alcuni calciatori non torneranno a disposizione dell’allenatore, si sia proceduto a svincolarsi da elementi potenzialmente utili senza assicurarsi adeguati sostituti. Una domanda che resta sospesa, senza una risposta ufficiale che vada al di là delle mere dichiarazioni di circostanza, e che contribuisce ad alimentare un senso di disorientamento tra gli osservatori più attenti.

La squadra ora è fatta, la palla passa a Conte

Al netto delle polemiche e dei voti in pagella, la realtà con cui fare i conti è quella di un organico che, per volontà della società, non subirà più modifiche fino al termine della stagione. Tutto è dunque nelle mani di Antonio Conte, chiamato a trovare al più presto un equilibrio tattico e un rendimento collettivo convincente con i pezzi a sua disposizione. Tra portieri come Meret e Milinkovic-Savic, una difesa da riorganizzare e un attacco che dovrà ritrovare la via del gol senza alcuni uomini chiave, il tecnico salentino ha davanti a sé una sfida di non poco conto. La finestra di mercato si è chiusa, lasciando sul campo interrogativi e qualche delusione, ma anche la necessità impellente di voltare pagina e concentrarsi esclusivamente sul gioco.

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