Leone XIV chiama Putin per Oleshky: la diplomazia vaticana si muove

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Papa Leone XIV ha chiesto a Vladimir Putin una tregua umanitaria per consentire l'arrivo di cibo e assistenza medica a Oleshky, città ucraina della regione di Kherson sotto controllo russo. La telefonata, avvenuta mentre il Pontefice si trova ricoverato dopo un intervento chirurgico al polmone, ha riportato la crisi della località al centro dell'iniziativa diplomatica della Santa Sede. L'obiettivo è permettere l'ingresso dei rifornimenti essenziali e garantire l'evacuazione volontaria e sicura dei civili, in un contesto segnato dalla crescente emergenza alimentare.

Oleshky, la crisi umanitaria nella regione di Kherson

La città si trova nel sud dell'Ucraina ed è sotto occupazione russa dal febbraio 2022. Prima della guerra contava circa 24 mila abitanti, mentre oggi la popolazione è scesa a circa 1.700 persone, tra cui anche bambini. La riduzione dei residenti riflette gli effetti del conflitto e le difficoltà affrontate da chi è rimasto in un territorio in cui l'accesso ai beni essenziali è diventato sempre più complicato.

La situazione alimentare è particolarmente grave e i residenti hanno segnalato un peggioramento della disponibilità di cibo. Anche la possibilità di lasciare la città comporta rischi: il percorso utilizzato da chi è riuscito a fuggire è stato descritto come la «strada della morte». Russia e Ucraina si accusano reciprocamente di ostacolare l'arrivo degli aiuti, mentre le forze ucraine puntano a riconquistare l'area. In questo scenario, una tregua locale rappresenterebbe lo strumento richiesto dal Vaticano per rendere possibili i soccorsi senza esporre ulteriormente la popolazione civile.

Il contatto con Mosca e il ruolo della Santa Sede

Il Cremlino ha dichiarato che Putin è favorevole alla collaborazione con il Vaticano per garantire la sicurezza degli abitanti e organizzare la consegna di beni indispensabili. La comunicazione russa, tuttavia, non ha confermato esplicitamente l'accordo per un cessate il fuoco. La distinzione è importante sul piano operativo: sostenere un'iniziativa umanitaria non equivale automaticamente a garantire una sospensione delle ostilità, necessaria per rendere sicuri i percorsi di accesso alla città e le eventuali evacuazioni.

Il confronto diretto si inserisce in un'attività diplomatica vaticana che comprende anche i contatti con le autorità russe. L'arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni internazionali, ha incontrato a Mosca il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov nell'agosto 2026. In quell'occasione ha sottolineato l'urgenza di porre fine alla guerra e ha affrontato con la controparte possibili iniziative di pace e forme di cooperazione umanitaria, comprese quelle rivolte ai bambini colpiti dal conflitto.

La diplomazia pontificia prosegue anche durante il ricovero

La convalescenza non ha interrotto l'attività istituzionale del Pontefice. Dopo la rimozione del lobo inferiore del polmone destro per un adenocarcinoma, Leone XIV ha continuato a seguire questioni internazionali e a mantenere contatti diplomatici dall'ospedale Gemelli di Roma. Le comunicazioni diffuse dopo l'intervento hanno indicato un miglioramento delle condizioni cliniche e la ripresa delle attività quotidiane in autonomia, mentre il personale sanitario prosegue il percorso di recupero postoperatorio.

A Ginevra, Gallagher ha partecipato all'assemblea dell'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati e ha celebrato una Messa in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato.

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