Poste, Farina: “Opas su Tim scelta di visione, nasce un polo nazionale integrato”
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Redazione Economia
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L’operazione lanciata da Poste Italiane su Tim, ha dichiarato all’Adnkronos Maria Bianca Farina, ex presidente dell’azienda guidata da Matteo Del Fante, “rappresenta una scelta di visione strategica per il Paese”. Un giudizio, quello della manager, che arriva a pochi giorni dall’annuncio dell’Offerta pubblica di acquisto e scambio da 10,8 miliardi, destinata a ridisegnare i confini tra servizi postali, telecomunicazioni e infrastrutture digitali. Non si tratterebbe, nelle parole di Farina, di “semplicemente un’operazione industriale”, ma piuttosto “della costruzione di un vero e proprio polo nazionale integrato”, un’entità capace di unire infrastrutture, servizi e competenze in una logica moderna e orientata al futuro. Una definizione che, oltre a legittimare la portata della mossa a sorpresa, cala l’offerta in un disegno più ampio, quello di un consolidamento tecnologico che va ben oltre la logica della mera aggregazione finanziaria.
I numeri e la strategia illustrata ai vertici aziendali
La complessità di questa operazione è stata al centro di un confronto diretto con i vertici del gruppo: l’amministratore delegato Matteo Del Fante e il direttore generale Giuseppe Lasco hanno convocato circa 300 manager per illustrare i dettagli dell’Opas su Telecom Italia, spiegando le ragioni di un’acquisizione che punta al controllo totale del gruppo di telecomunicazioni. L’obiettivo industriale, emerso durante l’incontro, è quello di ritirare Tim dalla Borsa, trasformando di fatto Poste in una piattaforma integrata dove i servizi finanziari, la logistica e le infrastrutture digitali possano convergere. In questo quadro, la presentazione ai quadri dirigenziali non è stata solo un esercizio di trasparenza interna, ma anche un tentativo di allineare le leve operative a un progetto che richiederà un coordinamento senza precedenti tra due colossi abituati a operare in comparti contigui ma fino a oggi distinti.
Il nodo del cloud sovrano e l’estensione dei servizi Polis
Al di là della dimensione finanziaria, che pure muove cifre imponenti, il tema centrale sollevato dagli analisti è quello della costruzione di un’infrastruttura digitale integrata capace di tenere insieme rete, cloud, dati e servizi. È qui che entra in gioco il concetto di “cloud sovrano”, divenuto il fulcro della narrazione intorno all’Opas: la fusione tra la capillarità degli uffici postali e le competenze di rete di Tim rappresenterebbe, in questa ottica, la base per creare un’infrastruttura dati nazionale indipendente. In parallelo alle manovre straordinarie sul capitale, prosegue intanto il potenziamento dei servizi sul territorio. Il progetto Polis si allarga con l’estensione ad altre dieci province del servizio di richiesta e rilascio del passaporto direttamente negli uffici postali, un ampliamento che dimostra come, anche mentre si pianificano le grandi fusioni, la macchina operativa continui a incrementare la propria offerta ai cittadini.
Il confronto internazionale e lo sviluppo del business
L’attenzione per il settore postale, in questo contesto di espansione, non si limita ai confini nazionali. La visita dei vertici di Posta Shqiptare, l’operatore postale albanese, al quartier generale di Poste Italiane a Roma, testimonia il ruolo di attrattività che il gruppo italiano sta esercitando nel panorama europeo. Un confronto, questo, che conferma come l’ex monopolio stia consolidando la propria reputazione di partner tecnologico e industriale, ben oltre la tradizionale funzione di recapito. Mentre l’offerta su Tim attende i passaggi formali e le valutazioni delle autorità di settore, l’attività di Del Fante e Lasco si concentra nel mantenere coesa la struttura dirigenziale, chiamata a gestire una transizione che, se portata a termine, cambierà radicalmente la fisionomia del mercato delle tlc e dei servizi integrati nel Paese.




