Salento, ancora un assalto con la tecnica della "marmotta": il bottino è di soli mille euro
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Redazione Interno
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Un boato nel cuore della notte ha di nuovo interrotto il silenzio in un paese del Salento, riproponendo un copione criminoso che sembrava, almeno in parte, archiviatosi. Nelle prime ore del mattino, due individui a bordo di un’Alfa Romeo Stelvio chiaro hanno preso di mira lo sportello automatico della Banca Popolare Pugliese a Uggiano la Chiesa, in via Verdi, servendosi del metodo esplosivo noto come "marmotta". L'ordigno, fatto detonare intorno alle due e cinquanta, ha causato danni strutturali non indifferenti al bancomat, ma il risultato effettivo del colpo – quantificabile in circa mille euro – appare sproporzionato rispetto alla violenza dell’azione e al rischio corso. Una dinamica, questa, che solleva interrogativi sull’efficacia delle contromisure adottate dagli istituti e sull’evoluzione, peraltro sempre più rudimentale, delle strategie messe in campo dai malviventi.
La scena dopo l'esplosione
Sul posto, dopo la fuga dei due presunti responsabili, sono immediatamente intervenuti i carabinieri della Compagnia di Poggiardo, i quali hanno avviato le indagini del caso raccogliendo le prime testimonianze e i frammenti di prove lasciate dalla coppia. La tecnica impiegata, che consiste nell'inserimento forzato di un congegno artigianale nella fessura erogatrice del bancomat per aprirne la cassaforte, dimostra una certa familiarità con gli assalti del passato, sebbene l'esito limitato del bottino possa far pensare a un'operazione affrettata o a un malfunzionamento del meccanismo stesso. Le forze dell'ordine, comunque, sono già alla ricerca del mezzo di fuga, un particolare non secondario per ricostruire i movimenti della banda e, forse, risalire alla sua identità.
Il modus operandi e il contesto
Questo episodio, per chi segue la cronaca nera locale, non rappresenta una novità assoluta ma piuttosto la riemersione di un fenomeno mai delimenti debellato. La "banda della marmotta", come è stata soprannominata in passato, torna dunque a far parlare di sé dopo un periodo di relativa quiete, segnalando una recrudescenza di attività che le procure avevano cercato di arginare con inchieste mirate e diverse condanne. La scelta di un orario notturno, l'uso di un'auto di media cilindrata e la rapidità dell'azione disegnano il profilo di un gruppo che agisce con determinazione, seppur con fortune alterne, sfruttando la vulnerabilità di infrastrutture collocate spesso in zone non presidiate in modo continuativo.
Le indagini in corso
Il lavoro investigativo si concentra ora sull'analisi delle immagini delle telecamere di sorveglianza, sia quelle della banca che quelle eventualmente presenti nell’area circostante, e sull'esame dei residui dell'esplosione, che potrebbero fornire indicazioni preziose sulla composizione dell'ordigno. Parallelamente, proseguono i controlli sul territorio per rintracciare il veicolo utilizzato nella fuga, il cui colore chiaro potrebbe renderlo meno mimetizzabile di quanto i malviventi avessero sperato. Le forze dell'ordine, del resto, hanno maturato una significativa esperienza in questo specifico filone criminoso, il che lascia presupporre uno sviluppo rapido delle attività di ricerca, finalizzate a interrompere sul nascere un eventuale ciclo di nuovi assalti.




