La banda della marmotta smantellata, cinque arresti per le esplosioni ai bancomat

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una rete di controlli interforze, che ha visto cooperare agenti delle Squadre Mobili di Napoli e Caserta con i carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello Di Cisterna e delle Compagnie di Castellammare e del Gruppo di Torre Annunziata, ha portato all’arresto di cinque persone, le cui età oscillano tra i ventidue e i cinquantacinque anni, accusate di furto aggravato in concorso per la serie di assalti con esplosivo agli sportelli automatici verificatisi nelle ultime settimane. Ai reati principali si aggiungono, come spesso accade in casi di tale complessità, le imputazioni per ricettazione e per il deposito di materie esplodenti in assenza della necessaria licenza e senza le cautele che la normativa impone, dettagli che delineano un’operatività pericolosa e ben organizzata.

L’episodio di Agerola e la fuga attraverso la Costiera

Il dispositivo investigativo ha trovato un suo momento culminante a seguito dell’assalto consumato in ore notturne ad Agerola, dove una filiale della Banca di Credito Popolare è stata presa di mira: i malviventi, dopo aver fatto esplodere il bancomat e averlo caricato, insieme a una somma di denaro stimata attorno ai cinquantamila euro, su un’auto di lusso, hanno dato inizio a una rocambolesca fuga attraverso la Costiera Amalfitana. Quella che sembrava potersi trasformare in una latitanza riuscita si è invece interrotta nel pomeriggio stesso, dopo un inseguimento che ha attraversato i territori di tre province diverse, dimostrando come la coordinazione tra i diversi repoli abbia permesso di contenere un’azione criminale particolarmente audace.

Il ruolo decisivo del sistema di videosorveglianza

Un elemento chiave, che ha permesso di ricostruire i movimenti della banda e di orientare le indagini, è stato il capillare sistema di telecamere del comune di Cetara, località nella quale i fuggitivi avevano tentato di confondere le proprie tracce. Quel apparato tecnologico, come sottolineato dal primo cittadino, ha fornito alle forze dell’ordine un impulso determinante, offrendo prove preziose e permettendo di individuare i responsabili in poche ore; una sinergia fra amministrazione locale e organi di polizia che ha reso possibile una risposta rapida ed efficace, limitando i margini di manovra dei criminali e restituendo un senso di sicurezza a residenti e turisti di un’area a forte vocazione turistica.

La fine della latitanza e il covo individuato

L’operazione, che ha condotto alla cattura dei sospettati in provincia di Caserta, ha avuto come esito non solo il fermo dei presunti autori materiali delle esplosioni, ma anche l’identificazione del covo utilizzato dal gruppo, noto come “banda della marmotta” per le modalità di azione. La dinamica degli eventi, del resto, ricalca un modus operandi già emerso in precedenti episodi nel napoletano, caratterizzato dall’uso di esplosivi per scardinare gli sportelli e da una fuga immediata su veicoli potenti, una strategia che tuttavia non ha resistito alla tenacia delle indagini condotte congiuntamente.

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