Esplosione notturna a Bruino: la "banda della marmotta" fallisce un colpo al bancomat
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Redazione Interno
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Nella quiete della notte, mentre la cittadina di Bruino dormiva, un boato improvviso ha squarciato l'aria, risvegliando di soprassalto alcuni dei residenti. Erano le tre in punto quando, in piazza Municipio proprio di fronte al palazzo comunale, un gruppo di malviventi ha fatto detonare dell'esplosivo contro uno sportello bancomat della filiale Unicredit, tentando di portare a termine quello che, nelle loro intenzioni, doveva essere un rapido e redditizio colpo. L'assalto, condotto con la tecnica detta "della marmotta" che prevede proprio l'utilizzo di cariche per sfondare o deformare le strutture degli sportelli automatici, non ha però prodotto il risultato sperato dai ladri.
La fuga dei malfattori dopo l'arrivo dei carabinieri
I pochi attimi di caos seguenti all'esplosione sono stati sufficienti per allertare le forze dell'ordine; una pattuglia dei carabinieri, infatti, è giunta sul posto quasi immediatamente, trovandosi di fronte alla scena del tentato furto e costringendo i presunti responsabili – tre uomini col volto coperto – a una precipitosa ritirata. Senza avere il tempo di portare a termine il loro piano o di asportare denaro, gli assalitori sono saliti a bordo di un Suv di colore scuro e di grossa cilindrata, dileguandosi nell'oscurità delle strade secondarie e lasciando sul posto, oltre alla struttura danneggiata, solo i segni del loro passaggio criminale.
Il modus operandi che si ripete nel Torinese e nel Cuneese
Quello di Bruino non rappresenta, purtroppo, un episodio isolato ma si inserisce in una lunga e preoccupante scia di eventi analoghi che, nelle ultime settimane, hanno interessato il Piemonte, in particolare le province di Torino e Cuneo. La cosiddetta "banda della marmotta", o forse più bande coordinate, sembra non concedersi tregua, colpendo con metodica determinazione e sfruttando l'elemento sorpresa e la potenza distruttiva degli esplosivi per mettere a segno i propri furti. La rapidità d'azione e la violenza del metodo, che non di rado porta con sé il rischio di conseguenze ben più gravi del semplice danno materiale, denotano un livello di pericolosità elevato e una spregiudicatezza non comune.
Le indagini aperte sulla scia dei frammenti e delle telecamere
Sul caso di Bruino, come sui precedenti assalti, sono ora concentrate le indagini degli investigatori, i quali stanno setacciando l'area alla ricerca di qualsiasi elemento utile possa ricostruire con precisione la dinamica e risalire all'identità dei fuggitivi. Fondamentali, in questa fase, saranno le immagini delle telecamere di sorveglianza che presidiano la piazza e le vie d'accesso, capaci forse di fornire dettagli sul mezzo di fuga o sui movimenti della banda prima del colpo. Parallelamente, i periti esaminano i residui dell'esplosivo e i danni allo sportello, cercando di individuare analogie tecniche con gli altri episodi per confermare o meno l'operato dello stesso gruppo organizzato.




