Assalti agli sportelli bancomat, la banda della "marmotta" finisce in manette

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un'articolata inchiesta dei carabinieri, il cui filo conduttore è stato saldamente tenuto in mano dalla Procura di Foggia, ha portato allo smantellamento di un gruppo criminale specializzato in un particolare e pericolosissimo genere di furti. L'attività investigativa, sviluppatasi attraverso una meticolosa attività di intercettazioni ambientali e telefoniche, ha permesso di identificare e bloccare sul nascere almeno sedici tentativi di assalto ad altrettanti sportelli automatici, dislocati in varie regioni italiane, tra le quali, oltre a quelle del Sud, è stata coinvolta anche la Toscana con un episodio sventato nella zona di Prato. Il modus operandi, che aveva già messo a segno diversi colpi tra settembre e ottobre dello scorso anno, si basava sull'impiego di ordigni esplosivi artigianali, una tecnica che esponeva a rischi gravissimi non solo le strutture ma, potenzialmente, l'intero circondario.

Il meccanismo criminale e la "marmotta"

La banda, i cui componenti sono tutti giovani di età compresa tra i venti e i ventisei anni e operava con base nel foggiano, aveva affinato una procedura precisa e ripetitiva. Inizialmente, i presunti malviventi utilizzavano una comune carta prepagata per forzare l'apertura temporanea dello sportello del bancomat; successivamente, nell'intercapedine così creata, inserivano ciò che nelle loro conversioni intercettate veniva definita una "marmotta". Si trattava, in realtà, di un congegno realizzato in maniera rudimentale ma non per questo meno pericoloso: una piastra metallica, opportunamente sagomata, alla quale venivano applicate bombolette di gas e detonatori, pronta a esplodere e spalancare con la violenza il vano contenente il denaro.

L'azione delle forze dell'ordine e i fermi

L'operazione dei militari della compagnia di Cerignola ha condotto all'esecuzione di un decreto di fermo per cinque indagati, accusati del reato di associazione per delinquere finalizzata al furto con l'aggravante specifica dell'uso di materiale esplosivo. Le contestazioni, al momento, riguardano cinque episodi compiuti con successo, i quali hanno avuto come teatro le province di Foggia, Taranto, Lecce, Benevento e Macerata, a dimostrazione di un raggio d'azione ampio e non limitato al solo territorio di origine del gruppo. Le indagini, che continuano per accertare ogni possibile responsabilità, hanno fatto emergere anche l'organizzazione interna della banda, con frasi intercettate che lascerebbero intendere la suddivisione in due distinte squadre operative.

Il quadro investigativo e le implicazioni

Il lavoro delle forze dell'ordine ha dunque bloccato sul nascere una serie di attacchi che, data la natura degli esplosivi utilizzati, rappresentavano una minaccia concreta per la pubblica incolumità, oltre che un danno economico per gli istituti di credito e le poste. La tecnica della "marmotta", sebbene già nota in precedenti casi di cronaca nera, conferma l'evoluzione dei metodi criminali volti a colpire i distributori automatici di denaro, considerati bersagli vulnerabili. L'età molto giovane degli arrestati, tutti nati nel primo decennio del Duemila, pone ulteriori interrogativi sulle dinamiche di reclutamento e sulla diffusione di simili pratiche delittuose, mentre il coordinamento centrale della Procura di Foggia ha garantito l'efficacia dell'intera operazione, permettendo di raccogliere gli elementi probatori necessari per l'azione della giustizia.

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