Bezos e Sánchez salutano Venezia tra feste e proteste: l’ultima notte tra Arsenale e contestazioni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
Venezia ha vissuto, nelle ultime ore, il commiato di Jeff Bezos e Lauren Sánchez dopo il matrimonio celebrato sull’isola di San Giorgio, tra luci hollywoodiane e un’atmosfera da red carpet. I due, che hanno definito la città lagunare «un sogno sospeso tra realtà e magia», hanno chiuso i festeggiamenti con un ballo in maschera all’Arsenale, omaggio alla tradizione veneziana. Tra gli ospiti, star internazionali come Lady Gaga e membri di case reali, tra cui la regina Rania di Giordania, accompagnata dalla figlia Iman e dal genero Jameel Alexander Thermiotis. La sovrana, già presente alla cena di benvenuto nel chiostro della Madonna dell’Orto, ha aggiunto una nota di glamour e soft power a una serata già ricca di riferimenti culturali.
Mentre i novelli sposi si lasciavano alle spalle bigoli in salsa e pianoforti sotto le stelle, un’altra scena si è consumata alla stazione di Santa Lucia. Alcune centinaia di manifestanti, riuniti sotto il fronte No space for Bezos, hanno protestato contro lo sfruttamento di Venezia per eventi privati di tale portata, accusando il fondatore di Amazon di aver trasformato la città – fragile e sovraffollata – in un palcoscenico per élite globali. I cartelli, esibiti con determinazione, denunciavano l’impatto di questi mega-eventi su un ecosistema urbano già sotto pressione.
L’Arsenale, scelto per la festa d’addio, ha offerto una cornice spettacolare: tra maschere barocche e abiti d’alta moda, Bezos e Sánchez hanno danzato sotto gli affreschi, mentre fuori le acque della laguna riflettevano le luci dei lampioni. Quella che per molti è stata una celebrazione da favola, per altri è diventata invece il simbolo di un divario sempre più marcato – tra chi può permettersi di trasformare un patrimonio mondiale in un salotto privato e chi, invece, lo vive ogni giorno, tra costi crescenti e turismo di massa.




