Dazi Usa, l’allarme di Unimpresa: rischio da 2 miliardi per l’agroalimentare italiano
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Redazione Interno
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L’export agroalimentare italiano verso gli Stati Uniti potrebbe subire un colpo da quasi 2 miliardi di euro l’anno se l’amministrazione Trump confermerà i dazi al 25% su una serie di prodotti. A lanciare l’allarme è il Centro studi di Unimpresa, che stima perdite comprese tra 1,75 e 1,95 miliardi, cifre che non riguardano solo l’economia ma anche l’identità del Made in Italy, legato a tradizione e qualità. "Serve un’azione diplomatica rapida, che eviti la retorica e agisca con determinazione", ha sottolineato il vicepresidente Giuseppe Spadafora, evidenziando la posta in gioco.
La Campania, con 1,9 miliardi di esportazioni verso gli Usa nel 2024 – l’8,9% del totale regionale – è tra le aree più esposte. Se il settore automobilistico, in particolare le vetture Stellantis di Pomigliano, ha registrato un calo, quello alimentare, che include caffè e prodotti da forno, è cresciuto in modo significativo. Una dinamica che rende la regione particolarmente vulnerabile a eventuali ritorsioni commerciali.
Intanto, la politica prova a reagire. Il sindaco di Valdobbiadene, Luciano Fregonese, ha ironicamente invitato Trump a visitare il territorio per "fargli assaporare dal vivo" ciò che il Prosecco rappresenta. Una provocazione, certo, ma che riflette la tensione di un comparto, quello vinicolo, che negli ultimi anni ha visto crescere la propria presenza sul mercato statunitense.




