Khamenei minaccia "danni irreparabili" se gli Usa interverranno, Trump risponde con un secco "buona fortuna"

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran, ha lanciato un monito agli Stati Uniti, affermando che un eventuale intervento militare causerebbe "danni irreparabili". In un videomessaggio trasmesso dalla televisione di Stato, Khamenei – seduto con alle spalle la consueta bandiera e un fondo ocra – ha ribadito che Teheran "non si arrenderà mai", rispondendo così all’ultimatum di Donald Trump, che nei giorni scorsi aveva parlato di una possibile "resa incondizionata" dell’Iran.

Il presidente degli Stati Uniti, interpellato dai giornalisti, ha reagito con un lapidario "buona fortuna", lasciando intendere che le opzioni sul tavolo restano aperte. "Potrei attaccare o non attaccare l’Iran", ha aggiunto Trump, mantenendo quella vaghezza strategica che spesso caratterizza la sua comunicazione. Le parole del leader iraniano, tuttavia, sembrano aver inasprito ulteriormente una situazione già tesa, con il rischio di un’escalation che potrebbe coinvolgere non solo Washington e Teheran, ma anche Israele, da tempo nel mirino delle milizie sostenute dall’Iran.

Intanto, l’attenzione si sposta anche sull’Europa, dove la questione idrica sta diventando sempre più urgente. L’inquinamento, la siccità e le inondazioni minacciano fiumi, laghi e coste, mettendo a rischio gli ecosistemi e l’approvvigionamento di acqua potabile. Se da un lato si cercano soluzioni per una migliore gestione delle acque reflue, dall’altro cresce la consapevolezza che la protezione di questi ambienti è fondamentale per il futuro del continente. Un reportage di Euronews approfondisce il tema, esplorando le migliori strategie per preservare una risorsa sempre più preziosa.

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