Mangia guacamole a una festa e muore per intossicazione da botulino: vittima una 38enne di Monserrato

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Roberta Pitzalis, 38 anni, product manager trasferitasi da poco a Monserrato, è morta dopo giorni di agonia a causa di un’intossicazione da botulino contratta durante la Fiesta Latina, evento organizzato nella città metropolitana di Cagliari tra il 22 e il 25 luglio. La donna aveva consumato salsa guacamole acquistata da uno stand di street food, insieme ad altre sette persone, tra cui un undicenne e una ragazzina di 14 anni, tutti finiti in ospedale con sintomi gravi.

Ricoverata inizialmente al Brotzu in rianimazione, Roberta era stata poi trasferita al Businco, dove le sue condizioni – seppur stabili – sono precipitate venerdì mattina, portando al decesso per complicazioni legate alla tossina. Il bambino, intanto, è ancora ricoverato al Gemelli di Roma in stato critico, dopo essere stato sottoposto a tracheostomia per contrastare gli effetti del botulino, che attacca il sistema nervoso paralizzando i muscoli respiratori.

Le indagini, coordinate dalla procura di Cagliari, si stanno concentrando sui lotti di guacamole contaminati, già ritirati dal mercato. Si tratta delle confezioni da un chilo, prodotte in Perù e identificate con i codici LI4218 e LI4213, segnalate per la "possibile presenza di tossina botulinica". Non è la prima volta che il batterio Clostridium botulinum – che prolifera in ambienti privi di ossigeno, come conserve fatte in casa o prodotti mal sterilizzati – provoca vittime in Italia: a fine luglio, casi analoghi erano stati registrati in altre regioni, legati a barattoli di broccoli sott’olio già sequestrati dalle autorità.

A Monserrato, intanto, crescono lo sconcerto e le domande sui controlli alimentari. La tragedia ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei cibi venduti negli eventi temporanei, dove le verifiche spesso risultano meno stringenti rispetto ai locali fissi. Roberta, descritta da chi la conosceva come una professionista brillante e appassionata, aveva scelto la Sardegna per una nuova fase della sua vita, spezzata in pochi giorni da un prodotto che avrebbe dovuto essere innocuo.

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