Le proteste anti-Hamas a Gaza e il silenzio dei media italiani

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Mentre a Gaza continuano le manifestazioni di massa contro Hamas, i media italiani sembrano voltarsi dall’altra parte, relegando la notizia a trafiletti marginali o, nella migliore delle ipotesi, a un rapido accenno. Eppure, ciò che sta accadendo nella Striscia non è un dettaglio di poco conto: migliaia di palestinesi, stremati da anni di controllo ferreo e da una guerra senza fine, stanno sfidando il terrore imposto dal gruppo estremista, rischiando la vita per chiedere un futuro diverso.

Tra loro c’era Oday Nasser Al Rabay, 22 anni, il cui volto sorridente – immortalato nelle foto diffuse online – è diventato il simbolo di una resistenza pagata a caro prezzo. Rapito dagli uomini di Hamas dopo aver partecipato a una protesta, è stato torturato e ucciso, il suo corpo abbandonato davanti alla porta di casa come monito per chiunque osi sfidare il potere del gruppo. La sua fine brutale, però, non ha fermato i cortei: anzi, i suoi funerali si sono trasformati in un’ulteriore occasione di protesta, dimostrando che la paura, almeno per alcuni, ha smesso di funzionare.

Quello che colpisce, oltre alla ferocia della repressione, è il silenzio che avvolge queste vicende. Se il Corriere della Sera ha dedicato alla storia di Oday qualche riga in sedicesima pagina, pochi altri hanno scelto di darle spazio, preferendo concentrarsi su altri aspetti del conflitto. Eppure, la morte del giovane palestinese non è un episodio isolato: è l’ennesima prova di come Hamas, nonostante si presenti come difensore del popolo di Gaza, sia disposto a massacrare chiunque metta in discussione il suo dominio.

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