Genova, rivolta al carcere di Marassi dopo tre giorni di violenze su un 18enne

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un episodio di inaudita brutalità, rimasto nascosto tra le mura del carcere di Marassi per tre interi giorni, ha scatenato una rivolta che ha portato circa cento detenuti a sollevarsi, aggredire gli agenti e devastare parte dell’istituto. Protagonista involontario della vicenda è un giovane di appena 18 anni, detenuto per una rapina, che sarebbe stato sottoposto a sevizie, violenze sessuali e pestaggi da parte di tre compagni di cella senza che nessuno, tra il personale penitenziario, se ne accorgesse.

La situazione è precipitata quando alcuni detenuti, venuti a conoscenza dell’accaduto, hanno dato vita a disordini che hanno portato parte di loro a salire sul tetto del penitenziario, mentre altri si scontravano con le forze dell’ordine. Gli agenti intervenuti – polizia, carabinieri e personale del 118 – hanno cercato di riportare la calma, ma non prima che quattro di loro rimanessero feriti e diversi locali venissero danneggiati.

La rivolta, che si è protratta per ore prima di rientrare, è avvenuta paradossalmente nello stesso giorno in cui è entrato in vigore il decreto sicurezza che inasprisce le pene per chi partecipa a sommosse carcerarie. Le indagini, ancora in corso, dovranno accertare le dinamiche precise dell’accaduto: se la scintilla sia stata davvero la violenza subita dal giovane o, come suggeriscono altre fonti, un tentativo di evasione fallito.

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