Genova, indagati per tortura i quattro detenuti che avrebbero abusato del 18enne a Marassi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il magistrato che coordina le indagini sulle fasce deboli interroggerà oggi, nel "repartino" dell’ospedale San Martino, il giovane detenuto sequestrato e seviziato per almeno due giorni nella cella della prima sezione del carcere di Marassi. Sul suo corpo, secondo quanto trapelato, sono state riscontrate ustioni – probabilmente provocate da liquidi bollenti – e sfregi permanenti sul viso, simili a tatuaggi umilianti.

Quattro reclusi, due italiani e due stranieri, sono accusati di aver tenuto in ostaggio il ragazzo, abusando di lui e infliggendogli lesioni che hanno spinto la Procura a valutare l’ipotesi di tortura, reato introdotto nel 2017. Le verifiche del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap), avviate su sollecitazione del ministero della Giustizia, confermano la gravità dell’episodio, che mercoledì scorso ha scatenato una rivolta tra un centinaio di detenuti, poi rientrata nel giro di poche ore.

L’interrogatorio della vittima, assistita dall’avvocata Celeste Pallini, sarà cruciale per stabilire la dinamica e la durata delle violenze. Se il ragazzo confermerà che le sevizie sono state prolungate e sistematiche, il pm potrà contestare il delitto di tortura accanto a quello di violenza sessuale aggravata. Finora, le condizioni fisiche e psicologiche del giovane avevano reso impossibile un racconto dettagliato: sedato per oltre 48 ore, solo oggi potrebbe essere in grado di fornire una testimonianza completa.

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