Sorelle scomparse in Abruzzo, il fidanzato di Alisya sentito per sei ore e mezza: "Non è indagato"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Proseguono senza sosta le indagini sulla scomparsa delle due sorelle di Civitella Alfedena, il paesino abruzzese incastonato nel Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise, e nelle ultime ore i riflettori si sono concentrati su una figura chiave, quella del fidanzato diciottenne di Alisya, la sedicenne che manca da ormai due settimane insieme alla sorella minore Sarah, di appena dodici anni.

Sei ore e mezza in caserma per Youssef

Youssef, questo il nome del ragazzo legato alla maggiore delle due scomparse, è stato sottoposto a un lungo interrogatorio nella caserma dei carabinieri di Villetta Barrea, dove ha parlato per oltre sei ore e mezza con gli inquirenti, e in particolare con il procuratore della Repubblica di Sulmona, Luciano D'Angelo, che ha seguito direttamente l'audizione per più di un'ora.

Il ragazzo, che si è presentato da solo in bicicletta presso la sede militare, non era certo un volto nuovo per gli investigatori, avendo già reso una precedente deposizione nelle fasi iniziali dell'inchiesta; ma questa volta il confronto è stato più approfondito e serrato, tanto da durare tutta la mattinata e gran parte del pomeriggio.

Le parole del procuratore D'Angelo

Al termine dell'audizione, il procuratore D'Angelo ha voluto chiarire lo status del ragazzo, precisando che Youssef al momento non è indagato nel procedimento, una distinzione che, come ha spiegato lo stesso magistrato, non significa affatto che le indagini siano ferme o che il giovane sia stato completamente archiviato dalla vicenda, ma semplicemente che i carabinieri e la procura stanno ancora lavorando per raccogliere tutti gli elementi utili a fare luce sulla scomparsa.

L'esigenza di risentirlo, ha aggiunto il procuratore, era dettata dalla necessità di approfondire alcuni aspetti emersi nel corso delle verifiche, in particolare riguardo a dei messaggi o scritti che il diciottenne avrebbe attribuito alla madre di Alisya e nei quali si faceva riferimento a un possibile allontanamento forzato delle ragazze.

Le dichiarazioni attribuite alla madre

Proprio su questo fronte, gli inquirenti avrebbero chiesto a Youssef delucidazioni in merito a quelle annotazioni che il ragazzo dice riconducibili alla genitrice della sedicenne, nelle quali la donna avrebbe manifestato l'intenzione di portare via le figlie, se necessario anche con la forza, un particolare che getta una luce inquietante sulle dinamiche familiari che potrebbero aver preceduto la sparizione delle due sorelle.

Non è chiaro se le dichiarazioni del ragazzo abbiano fornito nuovi elementi agli inquirenti, né se ci siano state contraddizioni rispetto a quanto già riferito in precedenza; certo è che la durata dell'ascolto, che ha superato ampiamente le tre ore inizialmente preventivate, lascia intendere che i carabinieri e il procuratore abbiano voluto scandagliare ogni minimo dettaglio del racconto.

Il quadro delle indagini e gli altri ascolti

L'audizione di Youssef si inserisce in un più ampio quadro di verifiche che hanno portato gli investigatori a sentire anche due amici del ragazzo e della ragazza, nel tentativo di ricostruire gli ultimi movimenti di Alisya e Sarah prima che uscissero dalla casa famiglia di Civitella Alfedena, dove erano ospitate, facendo perdere definitivamente le loro tracce.

Il fatto che il fidanzato non sia stato formalmente iscritto nel registro degli indagati, come ha ribadito il procuratore D'Angelo, non esclude che possa essere nuovamente convocato nei prossimi giorni, qualora gli accertamenti in corso dovessero rendere necessario un ulteriore approfondimento, mentre le ricerche delle due ragazze proseguono senza sosta nel territorio del parco nazionale e nelle aree limitrofe.

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