Petrolio in calo, le Borse europee accelerano sull’ipotesi di accordo Usa-Iran
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Redazione Economia
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Il calo del petrolio spinge le Borse europee e rafforza le aspettative dei mercati su un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran per la tregua e la riapertura dello Stretto di Hormuz. Dopo la seduta positiva in Asia, anche l’Europa si prepara a un avvio di settimana in forte rialzo, mentre gli operatori finanziari seguono le trattative in corso in Medio Oriente. Il clima resta incerto, ma le principali piazze finanziarie mostrano fiducia nella possibilità di un’intesa. In parallelo scendono in modo sensibile anche i prezzi del gas, in una giornata caratterizzata però da volumi contenuti per via delle festività negli Stati Uniti, in Gran Bretagna, a Hong Kong e in Corea del Sud.
Le attese di una tregua tra Washington e Teheran influenzano direttamente i mercati obbligazionari europei. Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi apre infatti la settimana in discesa a 71 punti base, contro i 73 punti registrati venerdì in chiusura. Gli investitori leggono il possibile accordo come un elemento di stabilizzazione per l’area mediorientale e per le rotte energetiche internazionali, a partire proprio da Hormuz. Le trattative in corso diventano così il principale fattore di orientamento per i listini globali, nonostante le dichiarazioni contrastanti arrivate nel fine settimana dal presidente statunitense Donald Trump.
Borse europee in rialzo con compagnie aeree e turismo
La flessione del petrolio favorisce soprattutto i titoli legati ai trasporti e ai viaggi. A Parigi Air France-Klm guida i rialzi con un progresso del 7,7% a 11,05 euro, mentre a Francoforte Lufthansa sale del 3,7% a 8,18 euro. Il mercato interpreta il ribasso dei costi energetici come un elemento positivo per le compagnie aeree europee, già sostenute dal miglioramento del clima sui mercati internazionali. Anche il comparto turistico beneficia delle speranze di distensione geopolitica: il gruppo tedesco Tui guadagna il 5% a 6,89 euro e la catena alberghiera francese Accor avanza del 4,4% a 46,76 euro.
Le indicazioni sui futures confermano il tono positivo della seduta europea. I contratti sull’Eurostoxx 600 salgono dello 0,8% e si avvicinano ai massimi registrati all’inizio del mese insieme all’indice Msci All Country World. Anche Milano guarda a un’apertura in slancio dopo aver superato la soglia dei 50mila punti, sostenuta dai rialzi di titoli come Nexi e Stellantis. L’attenzione degli investitori resta concentrata sulla possibile evoluzione dei negoziati tra Usa e Iran e sulle conseguenze che un’intesa potrebbe avere sul commercio energetico internazionale e sulla stabilità dei mercati.
Asia positiva mentre il Nikkei supera quota 65mila
La giornata finanziaria era iniziata con segnali positivi dalle piazze asiatiche. Il Nikkei ha superato quota 65mila punti, trainato proprio dalle aspettative di un accordo per la riapertura dello Stretto di Hormuz. I mercati asiatici hanno trasferito all’Europa un clima di fiducia che si riflette sia sui listini azionari sia sulle materie prime energetiche. Le prospettive di una riduzione delle tensioni in Medio Oriente vengono considerate decisive per alleggerire la pressione sui prezzi del petrolio e del gas, dopo settimane segnate dall’incertezza internazionale.
Nonostante il forte movimento dei listini, la seduta resta influenzata dai bassi volumi di scambio legati alle festività in diversi mercati internazionali. Questo elemento contribuisce a mantenere alta l’attenzione sulla volatilità delle prossime ore, mentre gli operatori attendono eventuali sviluppi ufficiali dalle trattative diplomatiche. Per il momento, però, il segnale che arriva dalle Borse mondiali è chiaro: gli investitori stanno scommettendo sulla possibilità di una tregua tra Stati Uniti e Iran e sulla riapertura di una delle rotte energetiche più strategiche al mondo.




