Mondiali 2026, l’Italia sogna ancora il ripescaggio: Fifa valuta un super playoff tra le escluse se l’Iran dice no
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Redazione Sport
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Nonostante la sconfitta nella finale dei playoff di mano della Bosnia, che sembrava aver sancito una nuova, dolorosa esclusione, il percorso dell’Italia verso i Mondiali 2026 – in programma dall’11 giugno al 19 luglio tra Stati Uniti, Canada e Messico – potrebbe inaspettatamente riaprirsi. A tenerla in vita, va detto, non è un merito sportivo sul campo, bensì una complessa vicenda geopolitica che coinvolge l’Iran, la federazione internazionale (Fifa) e il presidente Gianni Infantino, il quale – come emerso negli ultimi colloqui – ha ribadito con fermezza a Teheran la necessità di rispettare i tempi del calendario iridato. Il nodo, infatti, è tutto legato alla guerra in corso tra gli Stati Uniti e l’Iran, un conflitto che getta un’ombra lunga sulla sicurezza dei calciatori persiani, chiamati a giocare su suolo americano. E da qui nasce l’ipotesi, finora remota ma mai del tutto archiviata, di un forfait della nazionale asiatica, il quale libererebbe un posto tra le 48 qualificate che la Fifa dovrebbe in qualche modo colmare.
L’intreccio tra politica e calendario: il veto del ministro iraniano
A complicare ulteriormente il quadro è intervenuto il ministro dello sport iraniano, il quale – con una dichiarazione che ha fatto il giro del mondo – ha definito «molto bassa» la probabilità che la propria nazionale partecipi alle partite della Coppa del Mondo negli Stati Uniti, date le circostanze attuali. Non si tratta, si badi bene, di un ritiro ufficiale, ma di un posizionamento politico chiaro, che ha messo pressione sulla Fifa. Dal canto loro, i dirigenti della federazione calcistica araba hanno incontrato nei giorni scorsi i vertici di Infantino, ma da quell’incontro non è scaturita alcuna decisione definitiva: lo svizzero chiede certezze e rispetto del calendario, mentre Teheran tergiversa tra i dubbi sulla sicurezza dei propri atleti e il divieto – più o meno esplicito – di recarsi negli Stati Uniti. Un braccio di ferro, insomma, che rischia di lasciare un vuoto nell’albo dei partecipanti.
Il meccanismo del ripescaggio: Fifa pensa a un super playoff basato sul ranking
Se l’Iran dovesse effettivamente rinunciare – e al momento non vi è alcuna comunicazione ufficiale in tal senso – la Fifa non potrebbe semplicemente ripescare l’Italia per classifica o per sorteggio. Secondo le ultime indiscrezioni, l’idea sul tavolo sarebbe quella di organizzare un super playoff tra le nazionali escluse, un torneo lampo che si baserebbe sul ranking mondiale per selezionare le contendenti. Tra queste, gli azzurri – nonostante l’amarezza per la terza eliminazione consecutiva ai playoff – rientrerebbero a pieno titolo, conservando dunque una flebile ma reale speranza. Va precisato che si tratta ancora di una remota possibilità, un’ipotesi che circola nei corridoi del calcio che conta ma che attende una ratifica formale.
La data chiave: 30 aprile, il congresso Fifa di Vancouver farà chiarezza
Per avere un quadro definitivo, occorrerà attendere il prossimo 30 aprile, giorno in cui il Congresso Fifa si riunirà a Vancouver per ratificare ufficialmente il lotto delle 48 nazionali iscritte ai Mondiali. Sarà quella la sede naturale in cui si scioglierà ogni residuo nodo: l’Iran dirà sì o no? In caso di ritiro, quale meccanismo sostitutivo verrà attivato? E soprattutto, le tempistiche – a due mesi dal via della competizione – consentiranno di organizzare un eventuale super playoff senza stravolgere il calendario? Domande, queste, a cui solo il presidente Infantino e il suo consiglio potranno dare risposta. L’Italia, nel frattempo, resta in attesa, consapevole che una nuova, imprevedibile via d’accesso potrebbe spalancarsi proprio quando ormai sembrava tutto perduto.




