Tensione in Medio Oriente: raid su Beirut, scontri a Gaza e un’esplosione in Iran
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Redazione Esteri
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Israele ha colpito di nuovo Beirut, questa volta nel sobborgo meridionale di Hadath, roccaforte di Hezbollah, dopo aver diffuso un avviso di evacuazione che ha preceduto di poco il bombardamento. L’attacco, il terzo da quando a fine novembre è entrato in vigore un cessate il fuoco, ha scatenato una colonna di fumo visibile a chilometri di distanza, mentre i droni continuavano a sorvolare la zona. L’esercito israeliano ha giustificato l’operazione definendola un bersaglio mirato contro le infrastrutture del gruppo sciita, invitando i civili a mantenere una distanza di sicurezza di almeno 300 metri. Le autorità libanesi, dopo aver domato le fiamme, hanno escluso vittime, sebbene l’esplosione sia stata udita in gran parte della capitale.
A Gaza, intanto, Hamas ha avanzato una nuova proposta di tregua durante i colloqui al Cairo, mentre gli scontri tra miliziani palestinesi e forze israeliane non accennano a placarsi. Le trattative, che procedono a fasi alterne, sembrano arenarsi su alcuni nodi critici, tra cui la durata della pausa bellica e lo scambio di prigionieri. Se da un lato Tel Aviv insiste per un accordo che garantisca la liberazione degli ostaggi ancora nelle mani dei gruppi armati, dall’altro le fazioni palestinesi chiedono il ritiro delle truppe israeliane dalla Striscia e la fine del blocco.
A complicare ulteriormente il quadro, un’esplosione ha scosso Bandar Abbas, in Iran, riaccendendo i sospetti verso Israele, spesso indicato come mandante di attacchi simili contro obiettivi legati al programma nucleare o alle milizie filo-iraniane. Le autorità di Teheran non hanno ancora fornito una versione ufficiale, ma fonti locali parlano di danni materiali senza vittime. L’episodio si inserisce in una strategia più ampia di azioni sotterranee che, sebbene mai rivendicate, hanno più volte visto coinvolti servizi segreti stranieri e gruppi affiliati.




