Anna Trocker oro mondiale juniores a Narvik, Bieler bronzo con una rimonta pazzesca
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Redazione Sport
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C’è una nuova regina nel gigante azzurro, e il suo nome è destinato a restare: Anna Trocker, diciassette anni appena compiuti – è nata il 23 dicembre del 2008 – ha dominato la scena sui fiordi norvegesi di Narvik, dove si sono svolte le gare iridate giovanili, e si è cucita sul petto la medaglia d’oro, la prima nella sua personale bacheca dopo l’argento nella combinata a squadre di pochi giorni fa. La giovane altoatesina di Fiè allo Sciliar, che già vanta cinque presenze in Coppa del Mondo e un decimo posto olimpico nella combinata a Milano Cortina, ha letteralmente surclassato la concorrenza, mettendo in fila tutte le avversarie con una prestazione che sa di consacrazione definitiva. Il suo tempo finale di 2’04”04, frutto di una prima manche condotta con autorità e di una seconda frazione nella quale ha addirittura stampato il terzo parziale assoluto, ha lasciato le altre a distanze siderali: l’americana Elisabeth Bocock, quinta dopo la prima discesa e poi rimontata fino all’argento, ha chiuso a 1”37, mentre la compagna di squadra Tatum Bieler, autrice di una rimonta da antologia, ha fermato il cronometro a 1”75 dalla vetta.
Se la prova di Trocker è stata un capolavoro di lucidità e tecnica, come ha peraltro raccontato la diretta interessata ammettendo una certa tensione iniziale prima di sciogliersi con l’uscita del sole nel corso della seconda manche, quella di Tatum Bieler porta la firma di una determinazione fuori dal comune. La ventenne valdostana di Gressoney-Saint-Jean, figlia d’arte (suo papà Mauro scese in Coppa del Mondo a Bad Kleinkirchheim nel lontano 1992), si era trovata in quattordicesima posizione dopo la prima run, un piazzamento che non le rendeva giustizia e che l’aveva fatta arrabbiare parecchio con sé stessa per non aver interpretato al meglio la tracciatura. Poi, nella seconda manche, la svolta: un approccio mentale diverso, improntato al puro divertimento, e un tracciato che lei ha fatto suo siglando il miglior crono di frazione, consentendole di scalare quattordici posizioni e di agguantare un bronzo che sa di impresa. “Non pensavo di farcela – ha dichiarato Bieler a caldo – ma l’ambiente in squadra è fantastico e mi ha aiutato tanto, è importante potersi allenare con un talento come Anna”.
Un podio che profuma di storia e di tradizione
Il successo di Narvik non è però un episodio isolato, bensì l’ultimo tassello di una tradizione italiana nel gigante femminile juniores che affonda le radici in un passato glorioso: quello di Trocker è infatti il decimo oro conquistato dalle azzurre in questa specialità ai Mondiali under 20, una serie inaugurata nel 1987 da Deborah Compagnoni e proseguita con nomi che hanno poi scritto pagine importanti dello sci mondiale come Sabina Panzanini, Karen Putzer, Denise Karbon, Nadia Fanchini, Marta Bassino, Laura Pirovano e, solo lo scorso anno, Giorgia Collomb. La stessa Collomb, campionessa uscente, in questa occasione non è andata oltre l’undicesimo posto, ma la staffetta ideale è passata comunque di mano, confermando come il movimento italiano sappia sfornare con continuità interpreti di altissimo livello per le prove tecniche. La prestazione di Anna Trocker, peraltro, arriva al debutto iridato in una gara individuale dopo il già citato argento nella combinata a squadre in tandem con Ludovica Righi, un risultato che certifica la duttilità e il talento puro di una ragazza che fino a pochi mesi fa era poco più di una promessa.
Le voci e i numeri di una giornata memorabile
“Ero un po’ nervosa al cancelletto – ha spiegato Trocker ai microfoni della Federazione – ma le condizioni erano buone e con il sole che è uscito nella seconda parte mi sono sciolta: sono felice di aver dato seguito alla nostra tradizione, gestendo bene la gara”. Una gestione, la sua, che le ha permesso di rifilare distanze pesanti a tutte, comprese le quotate svizzere Sue Piller e Dania Allenbach, relegate ai margini della classifica dopo una prima manche già ampiamente compromessa. Alle spalle delle due azzurre, l’americana Bocock ha confermato il suo feeling con la rassegna iridata giovanile – per lei è la quarta medaglia in tre edizioni – mentre la svizzera Shaienne Zehnder ha chiuso ai piedi del podio, staccata di appena nove centesimi dal bronzo di Bieler. Per l’Italia, infine, una menzione meritano anche le altre: Giorgia Collomb, come detto, undicesima, Sofia Amigoni diciassettesima, mentre Ludovica Righi e Victoria Klotz sono uscite nella seconda manche, un dettaglio che non scalfisce la gioia di una squadra che a Narvik ha centrato un risultato pesantissimo.
La consacrazione e le prospettive immediate
Con questo oro al collo, Trocker si è guadagnata di diritto un posto per le finali di Coppa del Mondo di specialità che si terranno proprio in Norvegia, ad Hafjell, tra pochi giorni: un’occasione preziosa per confrontarsi nuovamente con l’élite della disciplina dopo le cinque uscite stagionali nel circo bianco, nelle quali pur non essendo mai riuscita a entrare in zona punti ha comunque accumulato esperienza. La sua crescita, seguita dai tecnici Roberto Lorenzi e Daniele Simoncelli, procede spedita e questa vittoria iridata juniores ne è la prova più lampante: una ragazza cresciuta nel Seiser Alm Ski Team, che ha iniziato a sciare a tre anni seguendo mamma Manuela e che ha dovuto abbandonare il tennis per dedicarsi completamente alla neve, passaggio doloroso ma necessario per esprimere un talento cristallino come quello ammirato oggi in Scandinavia.




