Flydubai, Trump: «Se l'Iran è coinvolto, sarà colpito duramente». Il pilota Machchhar racconta l'aggressione
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Donald Trump non ha dubbi: se dovesse emergere un coinvolgimento dell'Iran nell'attacco al volo Flydubai, Teheran pagherebbe un prezzo altissimo. «Direi che la risposta, stando a quanto sento, è sì, ma ci stiamo lavorando proprio ora», ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti rispondendo ai giornalisti alla Casa Bianca, interrogato sull'ipotesi di un ruolo iraniano nella vicenda. Poi, alla domanda su un'eventuale ritorsione, la sua posizione è stata netta: «Oh, saranno colpiti molto duramente, non preoccupatevi».
La ricostruzione dell'attacco in cabina
L'incidente risale a mercoledì, quando il volo FZ1073 della compagnia low cost di Dubai era in rotta verso Tel Aviv. Poco dopo il decollo dagli Emirati Arabi Uniti, il copilota ha aggredito il comandante, il cittadino indiano Smit Machchhar, ferendolo gravemente. Secondo quanto ricostruito dalle autorità saudite, che hanno condotto le prime indagini con il supporto di una squadra di sicurezza emiratina, l'assalitore ha poi tentato di far precipitare il Boeing 737 con a bordo 174 passeggeri e otto membri dell'equipaggio.
I dati di volo mostrano una manovra drammatica: l'aereo è sceso da circa 10.300 metri a 5.000 metri in appena due minuti, una picchiata che ha strappato parte del timone di coda. Machchhar, nonostante le ferite, è riuscito ad aprire la porta della cabina di pilotaggio, permettendo a passeggeri e membri dell'equipaggio di irrompere e sopraffare l'aggressore. Altri piloti presenti sul volo come passeggeri hanno ripreso il controllo del velivolo, portandolo a un atterraggio di emergenza all'aeroporto di Tabuk, in Arabia Saudita.
Il racconto del pilota a Modi
«Avevo riportato così tante ferite che ero crollato. In quel momento sentivo che l'aereo stava precipitando. Sapevo che era l'ultimo sforzo, che la porta era proprio lì». Così Smit Machchhar ha ricostruito quei momenti in una videochiamata con il primo ministro indiano Narendra Modi, che ha voluto sentire direttamente dalla voce del comandante il racconto dell'accaduto.
«Stavo lottando per la mia vita, ma sapevo che non potevo lasciare che tutte quelle persone morissero», ha aggiunto il pilota, che ha alle spalle diciassette anni di esperienza nel settore aereo, di cui undici come comandante.
Modi, visibilmente commosso, ha definito Machchhar un eroe e ha assicurato che l'intero Paese sta pregando per la sua guarigione. Il pilota, ancora ricoverato in ospedale con la testa e un braccio fasciati, ha raccontato di aver recitato la Hanuman Chalisa durante l'aggressione, trovando in quella preghiera la forza per resistere e aprire la porta della cabina. Le sue condizioni sono stabili e, secondo quanto riferito dall'ambasciata indiana negli Emirati, è in buona salute e in via di recupero.
Le indagini e il profilo dell'aggressore
L'aggressore, identificato dalle autorità israeliane come cittadino omanita, è stato trasferito negli Emirati Arabi Uniti accompagnato da una squadra di sicurezza emiratina, come confermato dal ministero degli Interni saudita. Il procuratore generale degli Emirati, Hamad Saif Al Shamsi, ha ordinato la formazione di una squadra investigativa per accertare le circostanze dell'incidente, inclusa la possibile connessione con attività terroristiche o intenti pianificati.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in un'intervista a Fox News, ha dichiarato che l'assalitore aveva subito un processo di «indottrinamento radicale islamista», aggiungendo che durante l'aggressione gridava «Uccidetemi, uccidetemi», segno di un chiaro intento suicida.
La nazionalità omanita del copilota ha sollevato interrogativi sulle procedure di sicurezza: Oman non intrattiene relazioni diplomatiche con Israele e, secondo gli accordi tra Emirati e Israele, i piloti impiegati su rotte verso Tel Aviv dovrebbero provenire solo da Paesi con relazioni diplomatiche consolidate con lo Stato ebraico.
Flydubai ha sospeso temporaneamente tutti i voli da e per Israele in attesa che le indagini facciano chiarezza sull'accaduto, mentre i passeggeri sono stati riportati a Tel Aviv con un aereo sostitutivo, accolti all'aeroporto Ben Gurion tra applausi e canti.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
