Oltre la clava: il futuro della giustizia
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Redazione Interno
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Non è bastata la scure giudiziaria abbattutasi con inaudita ferocia su Giovanni Toti. Non sono bastati i titoloni ad effetto sulle prime pagine dei giornali, l’allegra macchina del fango e le inchieste giornalistiche ad orologeria lanciate in pompa magna dalle trasmissioni “amiche” ad urne aperte. E non è servita nemmeno la grande ammucchiata di centrosinistra messa in piedi dai partiti di opposizione al solo scopo di scalzare elettoralmente il centrodestra di governo ed avere la meglio nella tornata regionale.
«E nun ce vonno sta!» si dice qui a Roma quando chi perde trova mille scuse e addirittura vuol far credere che ha vinto. Anche la Schlein, pur essendo svizzera, segue questo comportamento: in occasione delle elezioni perse in Liguria e che credeva di poter vincere a mani basse, ha trovato giustificazioni a dir poco ridicole: colpa di Conte che ha stoppato Renzi (ma lei era d'accordo...), colpa di Grillo che ha remato contro, colpa di Calenda che non si è impegnato, colpa dei sette nani candidati che hanno sottratto il 2 per cento di voti andati persi...
La lezione dalla Liguria che il centrosinistra nel Lazio ed a Frosinone non vogliono imparare. La continua lotta interna, dimenticando che l'avversario sta fuori. E le destre vincono. Alzi la mano chi pensava che alle elezioni regionali in Liguria di domenica e lunedì il centrodestra avesse concrete possibilità di vittoria. Ora la alzi chi aveva questa convinzione un mese fa. Questo dopo la vicenda giudiziaria che ha visto l’ex Presidente Giovanni Toti patteggiare 2 anni e 1 mese di pena con la Procura di Genova.
E ora il Pd trema pensando all’Umbria: così il sogno delle regionali è diventato un incubo. Ancora alle prese con i contraccolpi e gli psicodrammi della sconfitta in Liguria, Pd e opposizione si trovano ora a fare i conti con un altro serio motivo di preoccupazione: l'Umbria.




