Botulino, allarme per conserve e guacamole: le regole per evitare intossicazioni

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Redazione Salute Redazione Salute   -   La tragedia che ha colpito la Sardegna, con il decesso di Roberta Pitzalis e Valeria Sollai a seguito di intossicazione da botulino, ha riacceso i riflettori su un pericolo alimentare spesso sottovalutato. I due casi, legati rispettivamente al consumo di un guacamole durante una festa a Monserrato e a quello di conserve di cime di rapa, sollevano interrogativi stringenti sulla sicurezza delle preparazioni domestiche e industriali.

La scienza, d’altronde, non lascia adito a dubbi riguardo alla pericolosità della tossina prodotta dal Clostridium botulinum, la cui azione – come spiegato dal microbiologo Francesco Broccolo – deve essere contrastata con la massima urgenza. L’antidoto, infatti, per esplicare la sua efficacia e scongiurare esiti letali, deve essere inoculato entro una finestra temporale brevissima, che non supera le 24 o, al massimo, le 48 ore dalla comparsa dei primi sintomi.

Alla luce di questi gravissimi episodi, che hanno segnato anche la Calabria, l’attenzione si sposta inevitabilmente sulla prevenzione, a cominciare dalle conserve preparate tra le mura domestiche, pratica molto diffusa e non priva di insidie. Secondo Benedetta Bottari, esperta dell’Università di Parma, la stabilità microbiologica di questi prodotti, che li rende sicuri nel tempo, si ottiene esclusivamente attraverso un trattamento termico adeguato, equiparabile a una sterilizzazione vera e propria.

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