Botulino, dieci domande per capire i rischi: «Attenzione alle conserve, anche quelle regalate»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il botulismo, seppur raro, rimane una delle intossicazioni alimentari più temibili, provocata dalla tossina del Clostridium botulinum, un batterio che prolifera in assenza di ossigeno, trovando terreno fertile soprattutto in conserve mal preparate. Tra il 2001 e il 2024, in Italia sono stati registrati 1.276 casi sospetti, con 574 confermati in laboratorio: di questi, oltre il 91% erano legati al consumo di cibi contaminati, spesso conservati senza le necessarie precauzioni.

«Ho mangiato dei broccoli e il giorno dopo non riuscivo più a deglutire»: è la testimonianza di una delle vittime, ricoverata all’ospedale Annunziata di Cosenza dopo aver consumato un panino acquistato da un food truck. La giovane, come altre undici persone coinvolte nello stesso episodio, aveva aggiunto quell’ingrediente apparentemente innocuo a un pasto abituale, ignorando che potesse nascondere un pericolo letale. Tre di loro non ce l’hanno fatta, mentre tre sono finite in terapia intensiva.

Gaia Vitiello, 24enne napoletana, è tra i sopravvissuti. «Era la prima volta che prendevo i broccoli da quel chiosco», ha raccontato, sottolineando come i sintomi siano comparsi rapidamente: tremori, difficoltà respiratorie e una debolezza crescente. «Sono viva grazie a mia sorella, che mi ha portata di peso in ospedale», ha aggiunto, ricordando l’importanza di un intervento tempestivo.

A Piacenza, invece, non si segnalano casi sospetti, né nel 2024 né nel 2025. Un dato positivo, considerando che l’Italia detiene il primato europeo per incidenza di botulismo alimentare. Ma la tranquillità non deve tradursi in superficialità: le autorità sanitarie ribadiscono che il rischio zero non esiste, specie quando si maneggiano conserve casalinghe o prodotti di dubbia provenienza. «Buttate quelle regalate se non siete certi della loro sicurezza», avvertono gli esperti, ricordando che la tossina, inodore e insapore, può annidarsi anche in barattoli apparentemente perfetti.

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