Botulino, dieci domande per evitare rischi: «Pomodoro sicuro, ma attenzione alle conserve regalate»
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Redazione Interno
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Il botulismo, seppure raro, rappresenta una minaccia grave per la salute, legata soprattutto al consumo di conserve alimentari preparate senza le necessarie precauzioni. La tossina prodotta dal Clostridium botulinum, che prolifera in assenza di ossigeno, può rivelarsi letale: tra il 2001 e il 2024, in Italia sono stati registrati 1.276 casi sospetti, con 574 confermati in laboratorio, di cui oltre il 91% riconducibili a contaminazioni alimentari. Un dato che colloca il nostro Paese al primo posto in Europa per incidenza, con una media di 53 episodi l’anno.
«Ho mangiato broccoli e il giorno dopo non riuscivo più a deglutire»: è la testimonianza di una delle vittime, una giovane finita in ospedale dopo aver consumato un panino acquistato da un food truck. La 24enne, studentessa universitaria, ha raccontato di aver aggiunto quell’ingrediente per la prima volta, ignara del pericolo. I sintomi, comparsi poche ore dopo, l’hanno costretta al ricovero d’urgenza all’Annunziata di Cosenza, dove i medici hanno confermato l’intossicazione da botulino. «Sono viva grazie a mia sorella», ha detto, riferendosi al tempestivo intervento che le ha salvato la vita.
L’episodio non è isolato. Undici persone sono state colpite nello stesso focolaio, con tre ricoveri in terapia intensiva e tre decessi. Sebbene Piacenza, ad esempio, non abbia segnalato casi sospetti negli ultimi due anni – limitando le segnalazioni al botulino utilizzato in ambito estetico –, la situazione nazionale richiede vigilanza. Le autorità sanitarie ribadiscono l’importanza di evitare conserve casalinghe di dubbia provenienza, specie se regalate, e di privilegiare prodotti industriali, soggetti a controlli rigorosi.




