Botulismo, i rischi delle conserve fatte in casa e il caso del panino killer

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il botulismo, intossicazione rara ma potenzialmente letale causata dalle tossine del clostridium botulinum, torna a far discutere dopo i recenti casi legati a un panino consumato in Calabria. Tra conserve domestiche mal preparate e controlli insufficienti, il rischio si nasconde spesso dove meno ce lo si aspetta.

Gli alimenti più pericolosi, secondo gli esperti, sono quelli di produzione casalinga: olive nere conservate in acqua, verdure e funghi sott’olio, ma anche carne e pesce, in particolare il tonno. Il batterio, che prolifera in ambienti privi di ossigeno, produce tossine capaci di attaccare il sistema nervoso, provocando paralisi muscolare e, nei casi più gravi, la morte. Sebbene i casi siano rari, l’allarme resta alto, soprattutto quando la contaminazione coinvolge prodotti consumati da più persone.

Proprio questo è accaduto lo scorso agosto a Diamante, in Calabria, dove undici persone sono finite in ospedale dopo aver mangiato un panino acquistato da un chioschetto. Tre di loro sono morte, tra cui Luigi Di Sarno, cinquantaduenne napoletano, mentre altre tre hanno avuto bisogno della terapia intensiva. Tra i sopravvissuti c’è Gaia Vitiello, 24enne studentessa universitaria, che ha raccontato di essersi sentita male poche ore dopo aver aggiunto dei broccoli al suo solito panino con salsiccia e maionese. «Tremavo, non riuscivo a deglutire – ha spiegato –. Mia sorella mi ha portata di peso in ospedale».

I sintomi, che includono difficoltà respiratorie, visione offuscata e debolezza muscolare, possono manifestarsi entro poche ore o giorni dall’ingestione. Eppure, non sempre vengono riconosciuti tempestivamente, come hanno denunciato i familiari di Di Sarno durante i funerali a Napoli. «Perché i medici non hanno pensato subito al botulino?», hanno chiesto, mentre la rabbia si mescolava al dolore.

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