Rogo in discoteca in Macedonia del Nord, migliaia in piazza a Skopje

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un silenzio carico di dolore e rabbia ha avvolto Skopje, capitale della Macedonia del Nord, dove migliaia di persone si sono radunate per rendere omaggio alle vittime del tragico incendio divampato domenica scorsa nella discoteca Pulse di Kočani, città situata nella parte orientale del paese. L’incidente, che ha causato la morte di 59 giovani e lasciato quasi 200 feriti, ha scatenato un’ondata di indignazione, alimentata dalle prime rivelazioni delle indagini che hanno portato alla luce gravi irregolarità nella gestione del locale.

Il Club Pulse, come emerso dalle prime ricostruzioni, operava senza una regolare licenza e presentava numerose carenze strutturali: dall’assenza di uscite di emergenza all’insufficienza delle attrezzature antincendio, elementi che hanno trasformato il locale in una trappola mortale. Tra le vittime, molte delle quali avevano assistito a un concerto poco prima della tragedia, spicca il nome di Andrej Lazarov, 25enne calciatore dello Shkupi, squadra della massima divisione del campionato macedone. Acquistato lo scorso settembre dai croati del Gorica, Lazarov è stato ricordato dal suo club come un “eroe”, poiché avrebbe perso la vita nel tentativo di aiutare gli altri a fuggire dalle fiamme.

La manifestazione di Skopje, caratterizzata da un silenzio quasi surreale interrotto solo dal bagliore di migliaia di cellulari accesi in segno di commemorazione, è stata un’occasione non solo per piangere i giovani scomparsi, ma anche per denunciare un sistema considerato marcio e corrotto. “Bruciati dalla corruzione”, recitava uno degli striscioni esposti in piazza, a sottolineare come la tragedia sia vista come il risultato di una gestione negligente e di controlli mancati.

L’incendio, che ha segnato un prima e un dopo per il paese, ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei locali pubblici e sulla necessità di riforme strutturali. Le proteste, partite da Kočani e culminate nella grande mobilitazione di Skopje, hanno assunto un carattere non solo commemorativo ma anche fortemente accusatorio, con i manifestanti che chiedono giustizia e un cambiamento radicale.

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