Macedonia del Nord, calciatore muore da eroe nel rogo di una discoteca

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Macedonia del Nord è stata scossa da una tragedia che ha lasciato un segno indelebile: un incendio divampato nella discoteca Pulse di Kocani, a circa cento chilometri da Skopje, ha causato la morte di 59 persone e il ferimento di oltre 150. Tra le vittime c’è Andrej Lazarov, calciatore di 25 anni, che ha perso la vita nel tentativo di salvare altri giovani intrappolati tra le fiamme. La notizia della sua scomparsa è stata confermata dal suo club, lo Shkupi, squadra di Skopje, che lo aveva acquistato lo scorso settembre dalla formazione croata dei Gorica.

L’incidente, avvenuto nella notte tra sabato e domenica durante una serata in cui si esibiva il gruppo hip-hop DNK, è stato causato dall’accensione di mini bengala, spesso utilizzati anche per festeggiamenti privati. Le fiamme, divampate in modo incontrollabile, hanno trasformato la discoteca in un inferno, lasciando poco spazio alla fuga. Lazarov, presente quella sera, ha tentato di portare in salvo quanti più ragazzi possibile, sacrificando la propria vita in un gesto di coraggio che lo ha trasformato in un simbolo di altruismo.

La rabbia per la strage ha portato centinaia di cittadini a riversarsi per le strade di Kocani, dove si sono radunati davanti al municipio, alla procura e al commissariato di polizia, gridando “assassini” e chiedendo giustizia per le vittime. Le proteste, cariche di dolore e indignazione, hanno visto anche il lancio di sassi contro gli edifici pubblici, segno di una frustrazione crescente verso chi avrebbe potuto prevenire una tragedia di tale portata.

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