Alice, risucchiata dal bocchettone della piscina: le indagini della procura di Genova per omicidio colposo, la sicurezza dell'impianto e la normativa regionale
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Redazione Interno
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La Procura di Genova ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, al momento contro ignoti, per fare luce sulla morte di Alice, la bambina di 11 anni tragicamente scomparsa dopo essere rimasta intrappolata con i capelli nel sistema di aspirazione della piscina dello stabilimento balneare Bagni Segesta a Sestri Levante.
L’incidente, risalente al pomeriggio del 15 luglio, ha sconvolto la località ligure e riacceso un acceso dibattito sulla sicurezza degli impianti natatori, con l’attenzione degli inquirenti che si concentra ora sulla conformità della struttura e sul rispetto delle normative vigenti, in particolare quelle regionali che regolano l’accesso dei minori alle vasche.
La dinamica dell’incidente e il tentativo di salvataggio
Secondo una prima ricostruzione, la piccola Alice, originaria della provincia di Bergamo e in vacanza con la famiglia, si era immersa nella piscina dello stabilimento, una vasca dalla profondità di poco più di un metro. In circostanze ancora da chiarire, i suoi capelli sarebbero rimasti impigliati nella griglia di aspirazione del bocchettone, e la forza della pompa l’ha trattenuta sott’acqua impedendole di riemergere. A dare l’allarme è stato un ragazzino presente in zona, che si è accorto che Alice non riemergeva.
Il titolare dello stabilimento, accorso immediatamente, si è tuffato in acqua e, con l’ausilio di un coltello o di un paio di forbici, è riuscito a tagliare i capelli della bambina per liberarla dalla presa.
Quando è stata riportata in superficie, Alice era già priva di sensi. I soccorritori del 118 hanno praticato manovre di rianimazione per oltre 45 minuti e utilizzato il defibrillatore, ma le sue condizioni sono apparse subito critiche. Un elicottero dei vigili del fuoco l’ha trasportata d’urgenza all’ospedale pediatrico Giannina Gaslini di Genova, dove è stata ricoverata in rianimazione, ma purtroppo non ha mai ripreso conoscenza, decedendo nella notte tra il 16 e il 17 luglio.
L'inchiesta per omicidio colposo e il cartello mancante
La procura di Genova, con il pm Fabrizio Givri, ha aperto un fascicolo per omicidio colposo, e nelle prossime ore è attesa la disposizione per l’autopsia sul corpo della bambina. L’inchiesta, condotta dalla Capitaneria di porto di Circomare Santa Margherita Ligure, si sta concentrando su diversi aspetti cruciali per accertare eventuali responsabilità. Tra questi, il corretto funzionamento dell’impianto di aspirazione e il rispetto delle norme di sicurezza, con un focus particolare sulla normativa regionale che vieta l’utilizzo delle piscine ai minori di 12 anni non accompagnati da un adulto.
È emerso infatti che, presso la struttura, non sarebbe esposto il cartello obbligatorio che informa i clienti di questo divieto, un elemento che gli inquirenti stanno valutando con attenzione. Nonostante la piscina fosse di dimensioni ridotte e profonda poco più di un metro, l’assenza della segnaletica potrebbe costituire una grave mancanza. Lo stabilimento era comunque dotato di un bagnino, ma non aveva l’obbligo di sorvegliare in modo continuativo un impianto di tali dimensioni.
I genitori della vittima, clienti abituali dello stabilimento, si erano momentaneamente allontanati per prepararsi a lasciare la spiaggia quando la bambina ha chiesto di fare un ultimo tuffo.
Il dibattito sulla sicurezza e il disegno di legge fermo in Parlamento
La tragedia di Sestri Levante ha riportato con forza l’attenzione sulla necessità di una legge quadro nazionale per la sicurezza nelle piscine, un provvedimento attualmente fermo in Parlamento. Si tratta di un disegno di legge, presentato dal governo l'11 agosto 2025, che mira a introdurre standard uniformi su tutto il territorio nazionale per prevenire annegamenti e incidenti, superando l’attuale frammentazione normativa tra le varie Regioni.
Il testo, fermo in commissione Affari sociali alla Camera dal febbraio 2026, prevede l’obbligo di assistenti bagnanti, dispositivi di sicurezza e norme più stringenti per la progettazione e la manutenzione degli impianti, ma il suo iter è ostacolato da contestazioni sollevate da associazioni di categoria e Regioni.
Da un lato, albergatori e gestori di agriturismi temono che gli obblighi previsti, come la presenza continuativa di personale di sorveglianza, siano economicamente insostenibili, soprattutto per le piccole strutture dove la piscina è un servizio accessorio. Dall’altro lato, diverse Regioni hanno bocciato il provvedimento giudicandolo troppo debole, poiché gran parte dei nuovi requisiti tecnici si applicherebbe solo agli impianti di nuova costruzione, lasciando sostanzialmente invariati quelli esistenti.
Il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha comunque assicurato che il ddl sarà licenziato dalla commissione entro il mese e calendarizzato con urgenza. La morte di Alice rappresenta ennesima e drammatica sollecitazione a un intervento legislativo che possa scongiurare il ripetersi di simili tragedie.




