Il riarmo dell'Europa
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Redazione Esteri
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Il nuovo Fondo Ue per la difesa, pari a 150 miliardi di euro, proposto oggi dalla presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen nell'ambito del piano "ReArm Europe", segue un modello già noto e collaudato: quello del fondo Sure da 100 miliardi di euro. Quest'ultimo, istituito nel 2020, ha avuto un ruolo cruciale nel sostenere con prestiti europei i sistemi di cassa integrazione degli Stati membri, proteggendo posti di lavoro durante la crisi della pandemia di Covid-19.
La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha presentato ieri il piano "ReArm Europe" con l'obiettivo di mobilitare circa 800 miliardi di euro per un'Europa sicura e resiliente. Questo ambizioso progetto mira a rafforzare la sicurezza comune europea e a far fronte a tutti gli scenari, inclusi quelli peggiori, lavorando a stretto contatto con i partner nella Nato.
In particolare, il piano prevede l'investimento di fondi in difesa aerea e cyber sicurezza, con un'attenzione particolare a missili, droni e spazio. La cifra di 800 miliardi di euro, già annunciata, rappresenta un impegno significativo per colmare le carenze nella difesa aerea e assicurare una risposta rapida ed efficace a eventuali minacce.
Tra i vari documenti analizzati, dalla lettera inviata da Ursula von der Leyen ai 27 Stati membri fino al lavoro sviluppato dalla European Defence Agency (Eda), emerge chiaramente che una buona parte di questi fondi sarà destinata a migliorare la capacità di difesa europea, con l'acquisto di droni, missili e navi, nonché al potenziamento della guerra elettronica




