Sorelle ritrovate, madre e compagno fuori carcere con obbligo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sorelle ritrovate: la madre Valentina D’Acunto, il compagno Vincenzo Esposito e il nonno Marco D’Acunto lasciano il carcere dopo la convalida del fermo e vengono sottoposti all’obbligo di dimora nella provincia di Latina. La decisione è stata disposta dalla giudice per le indagini preliminari, che ha accolto la richiesta della Procura della Repubblica nell’ambito dell’inchiesta sul presunto sequestro di persona aggravato in concorso. I tre erano stati fermati dopo il ritrovamento delle due minori, scomparse tra il 6 e il 7 giugno da una casa famiglia in Abruzzo e rintracciate il 21 giugno a Formia, in provincia di Latina, all’interno di una camera da letto.

Interrogatori e convalida del fermo

Si sono conclusi gli interrogatori di garanzia di Valentina D’Acunto, del padre Marco D’Acunto e del compagno Vincenzo Esposito, tutti sottoposti a fermo nell’ambito dell’indagine. Nel corso dell’udienza i tre hanno risposto alle domande della giudice per le indagini preliminari, mentre l’accusa contestata resta quella di sequestro di persona aggravato in concorso. Gli indagati, dopo la fase in aula, saranno riportati nelle carceri di provenienza esclusivamente per gli adempimenti burocratici previsti dalla procedura, prima del successivo rientro verso la misura dell’obbligo di dimora. Il procedimento si inserisce nella fase di convalida del fermo disposta dopo il ritrovamento delle due minori.

Le due ragazze, di 12 e 16 anni, erano scomparse tra il 6 e il 7 giugno da una casa famiglia in Abruzzo, precisamente nell’area di Civitella Alfedena, dando avvio a un periodo di ricerche durato circa due settimane. Il ritrovamento è avvenuto il 21 giugno a Formia, in provincia di Latina, all’interno di un’abitazione riconducibile a una lontana parente della madre. Gli elementi raccolti in questa fase hanno portato agli interrogatori e alle successive decisioni cautelari, mentre restano centrali gli accertamenti sulle modalità della scomparsa e del successivo rintraccio.

La misura dell’obbligo di dimora nella provincia di Latina

La giudice per le indagini preliminari ha disposto per tutti e tre gli indagati la misura cautelare dell’obbligo di dimora nella provincia di Latina, accogliendo la richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica. La decisione sostituisce la permanenza in carcere, prevedendo però restrizioni territoriali precise e controlli legati alla presenza obbligatoria nel luogo stabilito. Il provvedimento si inserisce nella valutazione delle esigenze cautelari connesse all’inchiesta sul presunto sequestro di persona aggravato in concorso che riguarda la madre delle minori, il compagno e il nonno.

Durante l’udienza è emerso che i tre dovranno comunque completare alcuni passaggi formali nelle strutture penitenziarie di provenienza prima di rientrare nella misura alternativa. Le indagini proseguono per ricostruire nel dettaglio la dinamica della scomparsa e verificare l’eventuale presenza di ulteriori soggetti coinvolti. L’attenzione degli inquirenti resta focalizzata sul periodo in cui le due minori sono rimaste lontane dalla casa famiglia e sulle circostanze del loro ritrovamento avvenuto a Formia dopo quindici giorni.

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