Roma, la criminalità organizzata torna a colpire: 13 arresti tra Testaccio e il Trullo, spunta il patto con il clan Senese

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Redazione Interno Redazione Interno   -   All'alba di oggi, i Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare che ha portato all’arresto di tredici persone, un’operazione che restituisce l’immagine di un sistema criminale tutt’altro che estinto. La Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale, che ha coordinato le indagini, ha ricostruito una fitta rete di alleanze, capace di unire gli storici residui della cosiddetta Banda della Magliana con gruppi camorristici e ‘ndranghetisti; un amalgama perfetto per il narcotraffico, dove la violenza e il controllo del territorio tornano a essere il linguaggio comune. Tra i fermati spicca il nome di Raffaele Pernasetti, classe 1950 e noto negli ambienti romani come “Er Palletta”, già figura di spicco della batteria dei testaccini che gravitava attorno al boss Enrico De Pedis, detto Renatino. Pernasetti, che per anni aveva lavorato come cuoco in un ristorante di proprietà del fratello nel quartiere di Testaccio, luogo di ritrovo privilegiato per i sodalizi criminali monitorati dagli inquirenti, avrebbe ripreso quella che gli investigatori hanno definito la funzione di “broker”. Le accuse, declinate a seconda delle singole posizioni, sono pesanti: associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, ma anche tentato omicidio, lesioni personali gravi, estorsione, ricettazione e porto abusivo di armi, con l’aggravante del metodo mafioso.

Il ritorno del “broker” della droga e le alleanze con la camorra

Secondo quanto ricostruito dal gip, l’organizzazione smantellata era ben strutturata e con una chiara divisione dei ruoli. Manuel Severa, detto “Il Matto”, sarebbe stato il vertice operativo del gruppo attivo principalmente nel quartiere Trullo; a lui spettava la gestione della compravendita della droga. Pernasetti, invece, sfruttando la sua vasta rete di conoscenze e il rispetto conquistato sul campo in decenni di attività criminale, fungeva da intermediario di lusso per l’acquisto di ingenti quantitativi di hashish e cocaina – oltre dieci chili solo di quest’ultima – che alimentavano le piazze di spaccio della Capitale. L’indagine, tuttavia, ha svelato un aspetto che va oltre la semplice fornitura di stupefacenti: il patto con il clan Senese. Il leader della batteria dei testaccini, una volta uscito dal carcere dopo la condanna a 30 anni per l’omicidio del 1981 (un verdetto che però non riconobbe l’associazione mafiosa per l’intera Banda), avrebbe ottenuto il benestare dal clan di origine napoletana per tornare a operare. Un via libera che gli ha permesso di muoversi con disinvoltura non solo tra Testaccio e Trastevere, ma anche alla Magliana e al Trullo, con propaggini fino a Corviale e Monteverde Nuovo.

Spedizioni punitive e agguati: il metodo mafioso nel 2024

Le indagini non hanno riguardato solo il traffico di droga, ma hanno messo in luce la ferocia con cui il gruppo agiva per riscuotere i crediti. Lo stesso Pernasetti, a seconda delle risultanze processuali, è accusato di aver personalmente minacciato un meccanico con una pistola puntata alla testa per recuperare un debito di 8 mila euro legato a una precedente cessione di stupefacenti. Non soddisfatto dalle minacce – e qui si innesta la dinamica più inquietante – avrebbe ordinato una spedizione punitiva a un gruppo di fuoco. La vittima, il 25 marzo 2024, venne raggiunta da tre colpi d’arma da fuoco alle gambe in via Pian delle Torri, nel cuore del quartiere Magliana; un agguato che, nelle modalità esecutive, richiama esplicitamente l’agire mafioso volto a intimidire l’intera comunità. Nel corso del blitz, i militari hanno sequestrato diverse armi e munizioni, confermando la piena operatività bellica del sodalizio. Le carte dell’ordinanza restituiscono il quadro di una criminalità che, sebbene cambi nel linguaggio, non ha perso la sua sostanza predatoria, dove un ex killer settantacinquenne trovava ancora spazio per ricoprire il ruolo di rispettato consigliere e fornitore.

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