Mediobanca respinge l’offerta di Mps: "Ostile e senza logica industriale"
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Redazione Economia
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La posizione di Mediobanca, guidata da Alberto Nagel, non ammette ambiguità: l’offerta pubblica di scambio lanciata dal Monte dei Paschi di Siena il 24 gennaio scorso è stata giudicata, ancora una volta, un’operazione priva di fondamenta. Il consiglio di amministrazione della banca di Piazzetta Cuccia, riunitosi ieri, ha confermato con un comunicato durissimo la propria opposizione, definendo l’Ops "ostile e non concordata", oltre che "del tutto inadeguata" sotto il profilo del prezzo.
Non si tratta di una novità, considerando che già nei mesi scorsi Mediobanca aveva espresso valutazioni negative, ma la formalizzazione arriva ora, a poche ore dall’avvio della fase di adesione, prevista per lunedì 14 luglio. Il documento – un prospetto di 118 pagine condensato in una nota ufficiale – non lascia spazio a interpretazioni: l’operazione, secondo il cda, non solo mancherebbe di un razionale industriale, ma penalizzerebbe gli azionisti, offrendo un rapporto di scambio scontato del 32% rispetto alla valutazione interna.
Tra i membri del board, il voto contrario di Sandro Panizza e l’astensione di Sabrina Pucci, rappresentante del socio Delfin, hanno ulteriormente accentuato il carattere unitario del rifiuto. Una scelta che riflette anche la recente presentazione del piano industriale di Mediobanca, aggiornato con orizzonte 2028, nel quale un aumento del 30% dei dividendi ai soci è stato indicato come uno dei pilastri della strategia stand alone.
Dal canto suo, Mps – guidato da Luigi Lovaglio – sembra determinato a procedere nonostante le resistenze, puntando a concludere l’operazione entro settembre. Ma la freddezza con cui Mediobanca ha respinto la proposta, sottolineandone l’incompatibilità con i propri obiettivi, lascia poco margine a sorprese.




