Pisa 2025, l'Italia tiene il passo mentre il mondo arranca

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   I quindicenni italiani si collocano sopra la media OCSE in lettura, matematica e scienze. È il dato centrale che emerge dall'ultima rilevazione Pisa, diffusa l'8 settembre scorso, la più ampia mai realizzata dall'organizzazione con sede a Parigi: 760mila studenti coinvolti in 91 Paesi ed economie, per un totale di circa 33 milioni di quindicenni rappresentati.

Numeri in controtendenza

In scienze, materia principale di questa edizione, gli studenti del Belpaese hanno totalizzato 483 punti, contro una media OCSE di 482. Il progresso rispetto al 2022 è di sei punti, dal momento che due anni fa il punteggio si era fermato a 477. In lettura l'Italia raggiunge quota 474, contro i 461 della media internazionale, un margine di 13 punti che il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha commentato così: «Per la prima volta ci collochiamo significativamente al di sopra della media internazionale».

In matematica, infine, il punteggio italiano è di 468 punti, cinque in più della media OCSE ferma a 463.

Il confronto con gli altri Paesi

Il posizionamento relativo dell'Italia acquista peso se confrontato con quello di sistemi educativi storicamente solidi. In lettura, il punteggio dei quindicenni italiani supera quello della Finlandia, che per anni è stata considerata un modello internazionale nel campo della comprensione dei testi. In matematica, il risultato italiano si colloca davanti a Francia, Germania, Stati Uniti e Svezia.

Oltreoceano, i quindicenni francesi hanno registrato alcuni dei loro peggiori risultati di sempre: nell'arco di un decennio i punteggi sono calati di 40 punti sia in matematica sia in lettura, l'equivalente di due anni di scolarizzazione secondo l'analista OCSE Eric Charbonnier.

Il quadro internazionale

Il contesto in cui si inserisce la prestazione italiana è quello di un arretramento generalizzato. Nell'area OCSE un quindicenne su cinque non raggiunge il livello minimo di competenze in scienze, matematica e lettura: si tratta del 20%, contro il 16% rilevato nel 2022. I risultati medi in matematica e lettura hanno toccato i valori più bassi mai osservati da quando il programma Pisa raccoglie dati comparabili per tutte e tre le materie.

«I risultati nelle scienze rimangono approssimativamente stabili», ha spiegato Charbonnier, «ma c'è un calo di oltre 20 punti nella lettura e nella matematica».

Le sfide aperte

Non mancano gli aspetti critici anche nel quadro italiano. Il divario tra studenti avvantaggiati e svantaggiati resta marcato, con differenze più acute in matematica, dove uno studente su due tra i meno abbienti non raggiunge il livello base. La quota di eccellenze è contenuta: solo il 4% dei quindicenni italiani si colloca ai livelli più alti di competenza, contro il 6% della media OCSE.

L'uso dell'intelligenza artificiale come supporto allo studio coinvolge il 46% degli studenti italiani almeno una volta alla settimana, dato in linea con la media internazionale.

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