Rapporto Ocse-Pisa 2025, gli studenti italiani superano la media internazionale in lettura, matematica e scienze
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Redazione Esteri
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Mentre il quadro internazionale tracciato dall'ultima rilevazione Pisa dell'Ocse registra un arretramento senza precedenti, con i livelli medi più bassi mai documentati in scienze, lettura e matematica, il sistema scolastico italiano mostra una tenuta che lo colloca stabilmente al di sopra della media dei Paesi membri. La fotografia scattata dall'indagine, condotta su un campione di oltre 760.000 studenti in 91 Paesi ed economie e presentata oggi, 8 settembre, rivela che i quindicenni italiani, in controtendenza rispetto al crollo generalizzato, hanno ottenuto punteggi che non solo superano la media Ocse ma, in alcuni casi, eguagliano o superano quelli di sistemi educativi storicamente considerati d'eccellenza.
La controtendenza italiana nei dettagli: i punteggi di lettura, matematica e scienze
Nel dettaglio delle competenze valutate, l'Italia raggiunge i 483 punti in scienze – ambito principale di questa edizione 2025 – contro una media Ocse di 482, mentre in lettura il vantaggio è più netto con 474 punti contro i 461 della media. In matematica, gli studenti italiani ottengono 468 punti, superando i 463 punti della media internazionale. Proprio il risultato in comprensione dei testi scritti viene salutato dal ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, come un traguardo storico.
"Per la prima volta ci collochiamo significativamente al di sopra della media internazionale – ha commentato il ministro – e il punteggio medio italiano è superiore a quello della Finlandia, sistema che ha rappresentato a lungo uno dei principali riferimenti internazionali in questo ambito".
Un crollo globale che fa da contraltare al buon piazzamento italiano
Il dato positivo per l'Italia, tuttavia, va letto in controluce rispetto alla drammatica situazione internazionale che fa da contraltare. Il Rapporto 2025 certifica che uno studente quindicenne su cinque nell'area Ocse presenta un livello insufficiente in tutte e tre le aree, contro il 16% del 2022, e i punteggi medi hanno toccato i minimi storici.
L'Italia, come hanno osservato diversi analisti, non è tanto migliorata in senso assoluto, quanto ha saputo resistere a un tracollo che ha investito gran parte dei sistemi scolastici avanzati, compresi quelli di Francia e Germania, dove gli studenti italiani ottengono risultati migliori sia in lettura che in matematica.
La riduzione dei divari territoriali e il nodo dell'equità sociale
Un altro elemento di rilievo emerso dalla rilevazione riguarda la riduzione del divario storico tra il Nord e il Sud del Paese, un'indicazione che il ministro Valditara ha accolto come la prova che "la scuola italiana si è mostrata un sistema solido", capace di "lavorare sulle criticità" e di "lasciarsi alle spalle vecchi pregiudizi". Le criticità, peraltro, non mancano e riguardano in particolare il divario socio-economico che continua a pesare sui risultati.
In Italia, gli studenti provenienti dal quartile più alto della scala socio-economica superano in scienze i coetanei più svantaggiati di circa 80 punti, un gap che, pur rimanendo in linea con la media Ocse, segnala come l'estrazione familiare sia ancora un fattore determinante per il successo scolastico.
Assenteismo record e l'impatto della tecnologia sulle aule italiane
Accanto a questi elementi, emergono anche alcune ombre strutturali che caratterizzano il contesto scolastico italiano. Il fenomeno dell'assenteismo, in particolare, registra un picco preoccupante: il 63% degli studenti italiani ha dichiarato di aver saltato almeno un'intera giornata di scuola nelle due settimane precedenti il test, una percentuale che appare in netto contrasto con la media Ocse, ferma al 22%. A ciò si aggiunge il tema del rapporto con la tecnologia e l'intelligenza artificiale che, come rilevato dal rapporto, sta trasformando le abitudini di apprendimento.
In Italia, il 47% degli studenti utilizza chatbot come ChatGPT per scopi didattici almeno una volta a settimana, allineandosi alla media internazionale, mentre il dato che desta maggiore preoccupazione è quello relativo alla distrazione in aula: il 37% dei ragazzi italiani riferisce che i compagni vengono distratti dall'uso dei dispositivi digitali durante le lezioni di scienze, una percentuale superiore alla media Ocse che si attesta al 28%.
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