Studenti italiani sopra la media Ocse nella lettura, il rapporto Pisa 2025 premia la scuola di Valditara
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Redazione Esteri
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La lettura si conferma un ambito in cui il sistema scolastico italiano eccede la media dei Paesi Ocse, con un punteggio di 474 punti che supera il dato medio di riferimento fissato a 461. Questo risultato, emerso dal rapporto Pisa 2025, colloca gli studenti italiani di 15-16 anni in una posizione di vantaggio rispetto a coetanei di nazioni storicamente considerate all'avanguardia nel settore educativo, come Svezia, Germania, Francia, Spagna e Paesi Bassi.
Il punteggio si allinea perfino a quello di sistemi virtuosi come la Finlandia, segnale di una tenuta che il ministro dell'Istruzione Giuseppe Valditara ha definito "solidità" del sistema, sottolineando che "per la prima volta ci collochiamo al di sopra della media internazionale".
Il quadro internazionale e il dato italiano nel rapporto Ocse
L'indagine Ocse Pisa, che ha coinvolto oltre 90 Paesi, ha rilevato un generale arretramento delle performance medie a livello globale, con un quinto degli studenti quindicenni che non raggiunge un livello sufficiente in scienze, matematica e lettura. In questo contesto, il posizionamento italiano assume un rilievo particolare: mentre molte economie avanzate registrano un calo, la penisola mantiene una traiettoria stabile che il ministro Valditara ha interpretato come il frutto di un lavoro sistematico sulle criticità pregresse.
Il dato sulla lettura, in particolare, rappresenta il traino della performance complessiva, anche se il rapporto segnala che la preparazione media degli studenti nell'area non è mai stata così bassa come quella registrata attualmente, a testimonianza di una crisi diffusa che l'Italia sembra aver arginato con maggiore efficacia.
La riduzione dei divari territoriali e l'equità del sistema
Uno degli aspetti più rilevanti sottolineati dal ministro riguarda la contrazione storica del divario tra Nord e Sud, una frattura che da decenni caratterizza la geografia dei risultati scolastici nel Paese. Valditara ha commentato che "in un contesto complesso, che ha visto arretrare altri Paesi, il nostro sistema scolastico ha saputo lavorare sulle criticità, riuscendo peraltro a ridurre i divari storici tra Nord e Sud", indicando in questo fenomeno un segnale di maturità dell'intero comparto.
A ciò si aggiunge il dato sull'equità: in Italia, la differenza di punteggio tra gli studenti con prestazioni elevate e quelli con competenze più fragili risulta più contenuta rispetto alla media Ocse, suggerendo che il sistema riesce a limitare le sperequazioni estreme, un elemento che Valditara ha definito come il superamento di "vecchi pregiudizi" che hanno a lungo dipinto la scuola italiana in una luce negativa.
Le reazioni del ministro Valditara e il nuovo posizionamento internazionale
Commentando i dati, il titolare del dicastero di Viale Trastevere ha rivendicato il raggiungimento di un traguardo che trasforma l'Italia in "un riferimento internazionale importante", abbandonando la narrazione di un sistema perennemente in affanno. La dichiarazione si inserisce in un momento in cui il governo sta spingendo su riforme che puntano a valorizzare il merito e la formazione tecnica, e il risultato di Pisa 2025 viene letto come una conferma della bontà delle linee strategiche adottate.
Il ministro ha poi sottolineato che la scuola italiana "si è mostrata un sistema solido", capace di resistere a pressioni esterne e di trasformare le difficoltà in opportunità di miglioramento, come dimostra il dato sulla lettura che supera paesi storicamente competitor come Francia e Germania.
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