Stefani presenta la nuova giunta veneta con Gerosa alla Sanità e replica alle polemiche

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Alberto Stefani ha svelato la composizione del suo esecutivo regionale in una conferenza stampa tenutasi a Venezia, a Palazzo Grandi Stazioni, scegliendo per il delicato portafoglio della Sanità il professor Gino Gerosa. Il nuovo assessore, 68 anni, porta con sé un curriculum di assoluto prestigio nel campo medico e accademico: è infatti professore ordinario di Chirurgia Cardiaca all'Università di Padova, oltre a dirigere l'unità operativa di Cardiochirurgia e il programma trapianti nello stesso ateneo, coordinando parallelamente il dipartimento dedicato agli organi artificiali.

La difesa del presidente sul "peso" delle province

Subito dopo la prima seduta del consiglio regionale, Stefani è intervenuto per replicare a quelle voci, circolate in alcune testate, che hanno definito la sua squadra come eccessivamente "padovana". Affrontando la questione, il presidente ha voluto rimarcare, come ha dichiarato ai microfoni di un'emittente locale, il ruolo strategico assegnato a Verona, citando espressamente gli assessori Ruzza, De Berti e lo stesso Gerosa quale figura di spicco veronese. "Verona", ha ribadito Stefani, "è una città che ho più volte indicato come centrale nel nostro programma, avendo un'importanza fondamentale soprattutto per quanto concerne le infrastrutture e la viabilità".

Fratelli d'Italia e la rappresentanza bellunese

Dall'area della montagna arrivano invece i due eletti di Fratelli d'Italia, Dario Bond e Silvia Calligaro, presentati dal coordinatore provinciale del partito poche ore dopo l'ufficializzazione della giunta. Secondo quanto espresso, la loro presenza in regione segnerebbe un ritorno al confronto politico e costituirebbe un presidio per un territorio, come quello bellunese, che necessita di risorse e di un approccio innovativo ai propri problemi. La montagna, è stato sottolineato, deve tornare al centro dell'attenzione.

Le sfide per il territorio alpino

Proprio a Dario Bond, in qualità di neo assessore, spetteranno alcune deleghe strategiche proprio su queste tematiche. La sua missione, come egli stesso ha lasciato intendere, si configura come una delle più complesse per la nuova amministrazione regionale: rilanciare un'area fragile, segnata dallo spopolamento e da un declino socio-economico che impone, usando le sue parole, una ricostruzione che parta dalle basi. Il suo lavoro si concentrerà quindi sulla ricerca di soluzioni strutturali per arginare un fenomeno che mina le fondamenta stesse delle comunità alpine.

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