Omaggio a Mladic a Belgrado, la prima commemorazione divide la città

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il primo omaggio a Mladić a Belgrado si è svolto sabato 5 settembre con una commemorazione nella sala della Dom Vojske, dove circa 300 persone hanno ascoltato discorsi in suo onore e ricordato l’ex generale serbo-bosniaco morto in detenzione a L’Aja lo scorso 27 agosto. Davanti al palazzo, nel cuore della capitale serba, circa 200 persone, tra cui molti giovani, hanno reso omaggio a distanza, mentre nel resto del centro città la vita è proseguita tra passeggiate, acquisti, caffè e ristoranti. L’evento ha rappresentato il primo momento formale organizzato a Belgrado dopo il trasferimento della salma in Serbia.

La commemorazione nella Casa dell’esercito e gli omaggi a Mladić

La cerimonia alla Dom Vojske, la “Casa dell’esercito”, è stata organizzata da militari che avevano già accolto con tutti gli onori la salma di Ratko Mladić all’aeroporto. Nella sala si sono raccolte persone arrivate per ricordare il generale serbo-bosniaco, condannato in via definitiva per il genocidio di Srebrenica e per gravissimi crimini di guerra e contro l’umanità. Tra i presenti è intervenuto anche il vecchio generale Živomir Ninković, che ha raggiunto lentamente gli scalini della struttura con l’aiuto di un commilitone e di un bastone di legno.

Ninković, in passato pilota di Mig e comandante dell’Aviazione agli ordini di Mladić, ha partecipato alla cerimonia insieme ad altre centinaia di persone. Dopo l’evento ha descritto la commemorazione come “tanto triste ma bella, ben organizzata”, spiegando il clima vissuto all’interno della Casa delle Forze Armate. La presenza di ex militari e sostenitori ha caratterizzato un appuntamento che non ha però coinvolto una grande folla rispetto alle dimensioni della capitale.

Belgrado divisa tra il ricordo di Mladić e la vita quotidiana

La giornata ha mostrato due immagini differenti della capitale serba, con eventi che hanno evidenziato divisioni presenti nella città e nel Paese. Da una parte si è svolta la commemorazione dedicata a Mladić, dall’altra il resto di Belgrado ha continuato le proprie attività abituali, con persone nei locali e nelle strade del centro. La distanza tra i luoghi e i momenti della giornata ha reso visibile una contrapposizione tra chi ha scelto di partecipare agli omaggi e chi ha proseguito la propria routine.

Tra coloro che hanno seguito con attenzione gli omaggi a Mladić c’è Nedžad Avdić, uno dei pochi sopravvissuti al genocidio di Srebrenica. Aveva 17 anni quando riuscì a salvarsi dopo essere stato ferito da una raffica di colpi e dopo essersi finto morto tra gli altri uomini già uccisi, aspettando che i militari della Repubblica Serba di Bosnia si allontanassero. Oggi ha 50 anni ed è considerato uno dei testimoni del genocidio di Srebrenica.

Le reazioni dopo la prima commemorazione ufficiale

Gli omaggi organizzati a Belgrado per Ratko Mladić hanno riportato al centro dell’attenzione il rapporto tra la figura dell’ex generale e la memoria del conflitto in Bosnia. Durante la cerimonia alcuni partecipanti hanno espresso parole di riconoscimento nei suoi confronti, definendolo una figura da ringraziare per il suo ruolo nella guerra. Le dichiarazioni raccolte durante l’evento si sono contrapposte alle testimonianze di chi, come Nedžad Avdić, porta il ricordo diretto delle violenze di Srebrenica.

La prima commemorazione formale dopo la morte di Mladić si è quindi svolta in un clima caratterizzato dalla presenza di sostenitori, dalla partecipazione di ex militari e dalla distanza di chi collega il suo nome ai crimini per cui è stato condannato. La cerimonia alla Dom Vojske e le scene nel centro di Belgrado hanno raccontato due realtà che nella stessa giornata hanno occupato spazi diversi della capitale serba.

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