La frana del Petacciato blocca l’Adriatica: chiusure su A14 e ferrovia, Ciciliano parla di tempi lunghi
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Redazione Interno
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La terra che si muove, ancora una volta, lungo la dorsale adriatica ha riportato indietro le lancette di un dissesto che sembrava sopito. Da martedì 7 aprile, l’autostrada A14 resta interrotta in due tratti cruciali – tra Vasto sud e Termoli (direzione Bari) e tra Poggio Imperiale e Vasto sud (direzione Pescara) – a causa della riattivazione di una frana storica nei pressi di Petacciato, in Molise. Non solo l’asfalto: la stessa sorte è toccata alla linea ferroviaria, mentre a Campobasso le scuole sono rimaste chiuse, segnale tangibile di un’emergenza che ha messo in ginocchio la mobilità dell’intera area.
Una “situazione molto complessa” che richiederà mesi
Fabio Ciciliano, capo dipartimento della Protezione Civile, al termine della riunione del Comitato operativo convocata per l’emergenza, ha usato parole che non lasciano spazio a facili ottimismi. “La situazione è molto complessa e porterà via qualche settimana se non addirittura qualche mese”, ha dichiarato, smontando con nettezza ogni ipotesi di un ripristino lampo: chi si aspetta un ritorno alla normalità in cinque o sette giorni – ha aggiunto – è fuori strada. Un’ammissione, questa, che pesa come un macigno sulle spalle degli automobilisti e dei pendolari, costretti a riorganizzare su base nazionale i propri spostamenti lungo la costa.
Il governo corre ai ripari: Cdm con stanziamento già domani
La politica, dal canto suo, ha deciso di non perdere tempo. Già nella seduta di domani del Consiglio dei ministri, il governo affronterà l’emergenza con un provvedimento ad hoc: un primo stanziamento di risorse, ancora senza cifre ufficiali, sarà destinato al ripristino della rete ferroviaria, dell’A14 e della Strada Statale 16. La decisione è maturata nel corso di una seconda riunione – successiva a quella mattutina – alla quale hanno preso parte la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, il capo della Protezione Civile Ciciliano, il sottosegretario Alfredo Mantovano, il comandante generale delle Capitanerie di porto Sergio Liardo, nonché i vertici di Ferrovie dello Stato, Rfi, Anas e Autostrade per l’Italia. Una mobilitazione ai massimi livelli, che dimostra quanto il governo consideri prioritaria la riapertura di quel corridoio.
Il geologo Casagli: “Erosione marina e argilla, si riattiva ogni dieci anni”
Ma perché un versante cede in modo così ricorrente? A spiegarlo è Nicola Casagli, geologo che conosce quel territorio come le sue tasche. La frana di Petacciato – racconta – è un dissesto storico, fragile da sempre, monitorato con tecnologie d’eccellenza ma impossibile da domare del tutto. Il meccanismo è implacabile: il mare erode la base del versante, i terreni sono composti da argille plastiche e dall’abitato sommitale, dove si concentrano le infrastrutture e le case, arriva un afflusso costante di acqua meteorica e reflua. L’innesco si ripete mediamente ogni dieci anni, senza una cadenza precisa, e ogni volta riapre una ferita che la regione fatica a richiudere. Nessuna sorpresa, dunque, per chi conosce la geologia molisana: quella terra è viva, e ogni decade se ne ricorda.




