Raid russi su Kiev e regione: palazzo colpito tra undicesimo e dodicesimo piano, sei feriti
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Redazione Esteri
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Un attacco notturno con droni, che ha preso di mira la capitale ucraina e l'hinterland, ha provocato danni ingenti e feriti in diverse località. Nella notte tra martedì e mercoledì, le forze di Mosca hanno sferrato una nuova offensiva aerea, colpendo un edificio residenziale di 24 piani nel distretto di Darnytskyi, a Kiev, e causando un incendio e il ferimento di almeno cinque persone, tre delle quali sono state ricoverate in ospedale.
Il sindaco Vitali Klitschko ha confermato che l'impatto, avvenuto tra l'undicesimo e il dodicesimo piano, ha distrutto i muri portanti della struttura, rendendo necessario l'intervento immediato dei vigili del fuoco che hanno domato le fiamme e tratto in salvo 23 residenti. Le operazioni di soccorso si sono protratte per tutta la notte, mentre gli allarmi antiaerei continuavano a risuonare in città.
L'attacco a Bila Tserkva e l'incendio in un'azienda alimentare
Parallelamente al raid sulla capitale, un secondo drone ha colpito la città di Bila Tserkva, situata nella regione di Kiev, provocando un vasto incendio all'interno di uno stabilimento del settore alimentare. Le fiamme hanno rapidamente avvolto la struttura, danneggiando gravemente l'edificio e costringendo le autorità locali a invitare i residenti della zona a tenere le finestre chiuse per proteggersi dal denso fumo sprigionato dall'incendio.
Secondo fonti locali, lo stabilimento REEVA, precedentemente noto come Rollton e specializzato nella produzione di noodle istantanei, è stato quasi completamente distrutto; le stesse fonti hanno inoltre ipotizzato che all'interno della struttura, sotto la copertura dell'attività civile, potessero essere assemblati droni per conto delle forze armate ucraine. Oltre all'azienda, l'esplosione ha danneggiato anche un edificio multipiano nelle vicinanze, confermando la violenza dell'attacco nella regione.
Il bilancio delle vittime a Mykolaiv e le dichiarazioni di Mosca
Un altro raid, definito "massiccio e combinato" dalle autorità locali, ha colpito la città di Mykolaiv, nel sud del Paese, causando la morte di una donna di 70 anni rimasta sepolta sotto le macerie della sua abitazione a due piani, che è stata completamente distrutta insieme a un garage.
I soccorritori, dopo aver recuperato il corpo della vittima, hanno prestato assistenza a quattro persone rimaste ferite, tra le quali un ragazzo di quindici anni, mentre i vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere numerosi roghi divampati in città, tra cui un grave incendio in un centro commerciale, uno in un bar e uno in una società di trasporti.
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha definito gli attacchi "un atto di rappresaglia per l'attacco terroristico del regime di Kiev" contro la regione di Belgorod, mentre il portavoce presidenziale Dmitry Peskov ha dichiarato che, sebbene al momento non esistano "tabelle di marcia" per la risoluzione del conflitto, Mosca spera in una ripresa dei negoziati tripartiti con Ucraina e Stati Uniti in un prossimo futuro, commentando le dichiarazioni del segretario di Stato americano Marco Rubio.
La redazione televisiva nel mirino del drone durante la diretta
Il bilancio degli attacchi aerei si è infine arricchito di un episodio che ha messo in luce la pericolosità dei raid anche per i mezzi d'informazione, quando un drone ha colpito l'edificio che ospita le emittenti "We Are Ukraine" e "We Are Ukraine+", nel momento esatto in cui i giornalisti erano in diretta per il notiziario nazionale "United News".
Le telecamere di sorveglianza hanno immortalato il momento dell'impatto, che ha devastato la redazione e parte degli uffici, costringendo la diretta a interrompersi bruscamente; il produttore generale Yuriy Suhak ha confermato che l'attacco era diretto specificamente contro la redazione, provocando il ferimento di almeno sei operatori dell'informazione e la sospensione temporanea delle trasmissioni.
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