Lecce-Atalanta, la sfida del Via del Mare vale l'Europa per i nerazzurri e la salvezza per i salentini
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Redazione Sport
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Nel calendario compresso di questo Pasquetta 2026, che vede scendere in campo le squadre per la trentunesima giornata di Serie A, l’incontro dello stadio Via del Mare tra Lecce e Atalanta rappresenta un crocevia cruciale per due compagini che, sebbene separate da posizioni in classifica abbastanza distanti, condividono il medesimo bisogno assoluto di portare a casa l’intera posta in palio. Da un lato, i bergamaschi di Raffaele Palladino – che ricordiamo essere subentrato in estate a Gian Piero Gasperini – navigano in quella zona di classifica che profuma di Europa, precisamente al settimo posto con cinquanta punti all'attivo, frutto di tredici vittorie e altrettanti pareggi. Dall’altro, i padroni di casa giallorossi, guidati da mister Di Francesco, si trovano invece invischiati nella lotta per non retrocedere, condividendo il terzultimo posto in graduatoria a quota ventisette punti; una situazione, quest’ultima, che rende la sfida di oggi pomeriggio – fischio d’inizio fissato per le ore 15 – un vero e proprio spartiacque per le ambizioni di entrambe.
L'analisi tattica e i possibili undici iniziali
L’Atalanta, reduce dall’amara eliminazione in Champions League per mano del Bayern Monaco (con un pesante 10-2 complessivo negli ottavi), cerca ora rifugio e riscatto nel campionato per assicurarsi un piazzamento utile a tornare nelle coppe europee, un obiettivo che appare alla portata ma che richiede continuità. La squadra orobica, che in questa stagione ha faticato a trovare la stessa incisività delle annate passate lontano dal Gewiss Stadium (solo quattro vittorie in quattordici trasferte), si affiderà alla verve offensiva di Krstovic – uno dei migliori realizzatori del torneo con otto reti – supportato dai muscoli e dalla tecnica di De Ketelaere e Raspadori alle spalle della punta. In mediana, la diga formata da De Roon e Ederson proverà a bloccare le ripartenze salentine, mentre in difesa, nonostante qualche assenza pesante come quella di Kolasinac, il trio composto da Scalvini, Djimsiti e il giovane Ahanor proverà a mantenere la porta inviolata.
Il Lecce, dal canto suo, dovrà fare a meno di alcuni elementi chiave come l'infortunato Camarda, ma potrà contare sulla spinta del pubblico amico per uscire definitivamente da quella zona calda della classifica che brucia. La squadra di Di Francesco scenderà in campo con un modulo speculare, il 4-2-3-1, affidando a Falcone la difesa dei pali. La linea a quattro dovrebbe vedere Veiga e Ndaba agire sulle fasce, con la coppia centrale composta da Siebert e Tiago Gabriel a protezione dell'area. A centrocampo, la cerniera formata da Ramadani e Pierret avrà il compito di sporcare le linee di passaggio avversarie, mentre sulla trequarti il faro sarà rappresentato da Gandelman, una mezzala atipica che come una sorta di “attaccante ombra” – per usare una definizione giornalistica – predilige inserirsi senza palla per finalizzare di testa, sfruttando i suoi 188 centimetri, piuttosto che costruire la manovra.
Le chiavi tattiche di un match dal copione opposto
Proprio nella fase di costruzione del gioco risiede una delle principali differenze tra le due squadre, nonché una delle chiavi che potrebbero decidere il match. Mentre l’Atalanta, come da sua tradizione, cerca di dominare il possesso palla e attaccare per vie centrali, il Lecce tende invece a giocare più in ampiezza, cercando spesso il cross e affidandosi alla velocità sulle fasce di giocatori come Banda o Pierotti. Gandelman, il cui contributo in fase di pressione è fondamentale per permettere al centrocampo giallorosso di alzare il baricentro, sarà chiamato a disturbare costantemente l’impostazione bergamasca. Per quanto riguarda l'ultimo quarto di campo, il ballottaggio in attacco è serrato: Stulic – apparso in vantaggio nelle ultime ore – e Cheddira si giocano una maglia da titolare, con il primo che sembra aver avuto la meglio per questa specifica occasione.
Per l’Atalanta, il pericolo numero uno risiede nella fase difensiva, soprattutto nella gestione delle transizioni negative. La squadra di Palladino, infatti, dimostra una certa vulnerabilità sulle fasce, un tallone d’Achille che il Lecce cercherà di colpire in ripartenza. Dal punto di vista statistico, i precedenti sorridono alla formazione ospite: nelle ultime cinque sfide dirette, l’Atalanta ha raccolto quattro vittorie e un pareggio, infliggendo tra l’altro un pesante 4-1 ai salentini nella gara di andata. Tuttavia, il Lecce ha dimostrato di saper soffrire e di lottare su ogni pallone, consapevole che anche un solo punto – come sottolineato da più parti – potrebbe valere una boccata d'ossigeno fondamentale in ottica salvezza, considerando la classifica corta che vede la Cremonese appaiata proprio ai pugliesi.




