Lecce-Atalanta 0-3: la Dea accorcia in classifica e condanna i salentini alla paura retrocessione

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Nel pomeriggio del Via del Mare, teatro della trentunesima giornata di Serie A, l’Atalanta ha offerto una prestazione solida e concreta, imponendosi con un netto 3-0 su un Lecce apparso sin dalle prime battute privo di mordente e di lucidità tattica. La squadra di Raffaele Palladino, che per l’occasione ha dovuto fare a meno di alcuni elementi chiave come Hien e Scamacca, ha saputo sfruttare ogni minimo varco lasciato dalla retroguardia avversaria, dimostrando una maturità che in avvio di stagione le era talvolta mancata. Con questi tre punti, i bergamaschi risalgono la china nella corsa verso un piazzamento europeo, issandosi a quota 53 e portandosi a -1 dalla Roma e a -5 dal Como, sebbene con una partita in più all’attivo rispetto ai diretti concorrenti.

La cronaca del match racconta di un primo tempo spezzato solo da un lampo del difensore Scalvini, il quale, al 29’, ha trasformato un’azione manovrata in rete. Dopo uno stallo iniziale – dove il Lecce, nonostante una Curva Nord rimasta vuota per un quarto d’ora a Titolo di protesta, aveva anche sfiorato il vantaggio con Fofana (conclusione alta) – è stato proprio l’asse con De Ketelaere a fare la differenza. Il belga, tra i migliori in campo, ha imbeccato l’inserimento del centrale che, saltando l’avversario diretto, ha battuto Falcone con un diagonale potente. Prima dell’intervallo, lo stesso Falcone si è reso protagonista di una parata definita sensazionale su Krstovic, mantenendo vive le residue speranze dei pugliesi.

Nella ripresa, la musica non è cambiata. Anzi, il dominio atalantino si è fatto via via più pesante. Un gol di Ederson è stato inizialmente annullato per fuorigioco, ma al 59’ la retroguardia del Lecce è nuovamente crollata sugli stessi identici errori: De Ketelaere ha servito l’assist per Krstovic, il quale, di fronte al pubblico che lo aveva acclamato in passato, ha firmato il raddoppio senza esultare, porgendo le scuse ai tifosi di casa in segno di rispetto. La sentenza definitiva è arrivata al 73’ con il neo entrato Raspadori, il quale ha raccolto una respinta corta della difesa e ha infilato il pallone sotto la traversa per il definitivo 0.

L’analisi del tecnico salentino: poca cattiveria e troppa distanza dall’avversario

Al fischio finale, Eusebio Di Francesco non ha nascosto l’amarezza per una prestazione giudicata al di sotto degli standard. L’allenatore dei giallorossi, parlando ai microfoni di Dazn, ha sottolineato come la sua squadra si sia “spenta” dopo il vantaggio ospite, un aspetto questo che aveva cercato di scongiurare alla vigilia. Secondo Di Francesco, c’è stata “troppa Atalanta” per il Lecce, un’ammissione di inferiorità che fotografa perfettamente la differenza tecnica e caratteriale vista in campo. Ha parlato di “atteggiamento non voluto” e di una squadra che si è disunita, lanciando un appello al gruppo per “rimboccarsi le maniche” e ripartire dagli errori commessi in questa delicata fase della stagione.

La situazione in classifica: per il Lecce è allarme rosso

Con questo passo falso, il Lecce resta inchiodato a quota 27 punti, occupando da solo la terzultima posizione che vale lo spareggio salvezza. Un dato, quest’ultimo, reso ancora più pesante dal contesto: la doppia frenata delle dirette concorrenti Cremonese e Cagliari (entrambe fermate rispettivamente da pareggi o sconfitte) rappresentava un’occasione d’oro per allungare, ma i salentini non sono riusciti a coglierla. L’inerzia della squadra sembra preoccupante, avendo perso cinque delle ultime sei uscite, e il calendario non offre tregua. Ora l’attenzione si sposta immediatamente sulla prossima sfida contro il Bologna, un vero e proprio spartiacque per provare a risollevare una classifica che puzza di retrocessione.

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